Call center, registrazione delle telefonate la Cgil chiede l´intervento del garante

02/04/2010

TORINO – La Cgil pronta a dare battaglia ai call center che intercettano le telefonate tra clienti e operatori. Il sindacato di corso d´Italia ha inviato un esposto al garante della Privacy dopo che Vodafone ha chiesto di registrare le chiamate al 190 partendo dalle aziende fornitrici, ad iniziare dalla E-Care e dalla Comdata di Torino. Potrebbero essere memorizzate le chiamate di un bacino di italiani pari a 30 milioni.
Scopo della richiesta? «Migliorare la qualità», dice l´azienda. E aggiunge: «Con tutte le garanzie del caso». Vodafone si impegna al taglio dei primi secondi della telefonata, che sarà criptata, per evitare che si capisca il nome del cliente e del dipendente. E propone di registrare il 25 per cento delle telefonate trimestrali per ascoltarne il 6 per cento. Il tasto "Rec" verrebbe fatto scattare a sorpresa per il lavoratore, mentre un generico avviso, che si può ascoltare digitando il 190, metterebbe in allarme il cliente. Ma Slc-Cgil dice «no».
Il segretario generale della categoria, Emilio Miceli, ha deciso di interpellare il garante Francesco Pizzetti: «Questa non è materia solo di trattativa sindacale – sottolinea – riguarda gli affari privati di milioni di persone che verrebbero registrate per ragioni di qualità aziendale. Che garanzie hanno? Una volta che si dà il via libera alla Vodafone tutte le altre compagnie faranno lo stesso. Diventeranno centrali di ascolto». Meglio interpellare il garante: «Chiediamo ad un´autorità indipendente se si può fare e i limiti», aggiunge Miceli.
L´azienda considera la posizione del sindacato strumentale: «La trattativa è aperta, non vogliamo spiare nessuno, rispetteremo la privacy e i limiti di legge, garantendo l´anonimato. È una prassi diffusa in molti settori». Vodafone si rifà ad una risposta del ministero del Lavoro a Confindustria, dove si conferma che, rispettando la riservatezza, la registrazione non va contro lo statuto dei lavoratori. «Siamo al paradosso – dice Renato Rabellino della Slc-Cgil di Torino – un governo che è contro le intercettazioni ora acconsente a registrare le chiamate di milioni di persone». E aggiunge: «Se è anonimo come si interviene sui lavoratori? Chi ascolta le telefonate? Per quanto tempo sono archiviate?». Il garante è pronto ad intervenire: «Al via un´istruttoria appena ci arriverà l´esposto. È un atto dovuto».