Cagliari e Olbia: sciopero alla Rinascente

02/04/2002

1-CAGLIARI CRONACA: Sciopero alla Rinascente: ‘Troppa polizia’

2- OLBIA CRONACA: Auchan, il personale incrocia le braccia



CAGLIARI CRONACA





 

Sciopero
alla Rinascente: ‘Troppa polizia’

CAGLIARI. Anche i dipendenti dei centri commerciali Auchan e della Rinascente di Cagliari, 900 dipendenti, hanno aderito ieri allo sciopero nazionale proclamato da Cgil-Cisl e Uil che si è sostanziato con l’astensione del lavoro, un sit in nel Largo e poi la sfilata in via Roma. I dipendenti (30 mila in Italia) protestano per il mancato rinnovo del contratto integrativo, fermo da 26 mesi. A Cagliari c’è stato un motivo di contestazione in più mosso dalla Cisl regionale causa lo spiegamento delle forze dell’ordine in via Roma. La Cisl ha infatti segnalato «l’inusuale spiegamento di forze dell’ordine schierate sotto i portici in cui si svolgeva una pacifica astensione dal lavoro dei dipendenti». Fra i punti di contrasto con il gruppo figurano il part-time e le forme di lavoro atipico, oltre che alcune rivendicazioni sulle retribuzioni. I centri sono l’Upim di via Manno e via Dante, La Rinascente di via Roma e i centri Auchan delle città mercato Marconi e Santa Gilla.



 OLBIA CRONACA





 

Auchan, il personale incrocia le braccia
I sindacati: fermi nove lavoratori su dieci. La società: meno della metà

OLBIA. Hanno scelto la linea dura, i dipendenti di Auchan che a Olbia, come ieri è successo a Milano e in tutti gli altri ipermercati della penisola, hanno incrociato le braccia per l’intera giornata. Anche il 29 marzo passerà dunque alla storia per chi lavora tra gli scaffali del «gruppo Rinascente che – è scritto in un documento unitario diffuso dalla Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UiltuCs-Uil – passato oltre un anno dall’avvio della vertenza per il rinnovo della contrattazione integrativa, manifesta chiusura sui principali temi oggetto del confronto aziendale».
Primo pomo della discordia sono il lavoro part-time e quello a tempo a tempo determinato. Per i dipendenti Auchan, come per i sindacati, «il gruppo vuole affrontarli con mano libera al fine di realizzare una ulteriore frantumazione e precarizzazione della manodopera stessa».
Alle undici, nello sterrato che porta a Olbia Mare, sono ancora tutti lì gli scioperanti, che solo in tarda serata abbandonano il loro Aventino. Tutti con i fogli in mano e le idee molto chiare sull’infinita "battaglia".
Neanche sulle domeniche, i dipendenti di Auchan, sono disposti a fare un solo passo indietro e chiedono una maggiorazione del salario come previsto dal contratto nazionale. Ovvero più cinquanta per cento per chi lavora nei festivi e non più trenta, come succede oggi. Del cento per cento viene chiesta invece «l’estensione della retribuzione della malattia compresa tra il quarto e il ventesimo giorno».
E poi il salario, altra nota dolente della vertenza. Anche su questo fronte le organizzazioni sindacali sentono la distanza con il gruppo commerciale francese. Chiedono «la quota salariale di perequazione per chi non gode del premio fisso. Una quota – si legge ancora nel comunicato diventato ieri mattina manifesto dello sciopero per gli aderenti alla Cgil, Cisl e Uil – incerta nelle quantità, non garantita e perfino riassorbita dal premio variabile. Analogamente, per quanti godono del premio fisso, il gruppo Rinascente propone un meccanismo di salario variabile, il cui ammontare complessivo è di poco superiore a quello di oggi e ne prevede anche l’abbattimento per effetto dei trattamenti fissi esistenti».
In tarda serata, si sono anche contati gli scioperanti di Auchan: il 90 per cento dei dipendenti, hanno fatto scrivere su penne e taccuini. Ma dalla sede milanese smentiscono i dirigenti, che hanno dato i loro numeri: «Non più del quaranta per cento del personale ha aderito alla mobilitazione proclamata da Cgil, Cisl e Uil».