Caffè Vanni, baristi in lotta

26/02/2002




26 Febbraio 2002





Caff� Vanni, baristi in lotta
Chiude per sfratto lo storico bar di Roma. Occupazioni per protesta
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Roma, centro storico, dietro via Condotti. Nel cuore elegante della capitale da qualche giorno sventolano le bandiere sindacali della Filcams Cgil davanti alle saracinesche abbassate dello storico Bar Vanni. Davanti al bar, per nulla scoraggiati dal freddo di fine febbraio, baristi e cassiere chiedono la solidariet� dei cittadini per la difesa del posto di lavoro: una pesante azione della polizia, gioved� scorso, ha sgomberato i locali, di propriet� della Regione Lazio, per l’esecuzione di sfratto. Da quel giorno, il titolare del bar ha annunciato il licenziamento dei 35 dipendenti dello storico Caff� Vanni.
Una fretta, quella di sgomberare i locali, che appare poco giustificata, dato che proprio oggi si tiene l’udienza per il ricorso presentato dal proprietario del bar, Lorenzo Vanni, contro lo sfratto. Ma la dirigenza regionale ha deciso per la linea dura, causando con lo sgombero anche la bellezza di due ricoveri in ospedale, per i lavoratori scacciati di forza da dietro i banconi, per fortuna non gravi. Secondo la Regione, la Gepa, societ� di Vanni, deve per l’affitto del locale 2 miliardi di lire, accumulati soprattutto negli ultimi 3 anni. Fino al 1996, infatti, il proprietario del Bar Vanni pagava un milione e mezzo al mese per un locale di 500 metri quadrati in una delle zone pi� esclusive della capitale. Nel 1996, un acordo con la Giunta Badaloni, che chiedeva di pi�, port� l’affitto a 2 milioni e 900 mila lire. Nel 1999, una nuova richiesta di un affitto pi� alto, ma Vanni rifiuta. La Regione chiede una stima ufficiale dell’immobile al ministero delle Finanze, e viene fuori il valore di 165 milioni annui, 29 al mese. Vanni continua per� a pagare 2 milioni e 900 mila lire: da qui il debito e lo sfratto.
"Non � giusto che a pagare per il mancato accordo tra la Regione e Vanni siano i lavoratori – dice Luigi Corazzesi, segretario generale Filcams Roma e Lazio – Il Caff� Vanni � un bar storico e siamo fortemente contrari alla sua chiusura. Non difendiamo la gestione Vanni, verso cui siamo anzi fortemente critici, dato che non � stato fatto alcuno sforzo da parte del proprietario per trovare un accordo con la Regione. Ma a questo punto la Regione deve essere chiara: perch� ha ordinato la chiusura in modo cos� improvviso? Se c’� la possibilit� che qualcuno rilevi il locale, l’assessore Giulio Garagano dovrebbe convocarci, perch� tutti i lavoratori devono essere riassunti. Se invece c’� un progetto speculativo, noi ci opporremo: a poco a poco il commercio tradizionale e l’artigianato stanno perdendo i loro spazi nel centro storico, lasciando spazio solo alle banche e alle jeanserie". Gi� nel 1980 i lavoratori del Bar Vanni (allora Caff� Ciampini) difesero con un’occupazione dall’esterno i loro posti di lavoro: per 138 giorni mantennero le loro famiglie grazie alle sottoscrizioni dei romani, furono riassunti e ebbero lo stipendio anche per quei tre mesi di lotte.