CAFÈ DE PARIS DI ROMA, PROSEGUE LA PROTESTA

29/12/2013

29 dicembre 2013

Cafè de Paris di Roma, prosegue la protesta

I lavoratori del Cafè de Paris continuano il loro presidio di fronte alla sede dello storico esercizio commerciale in Via Veneto.
I 16 lavoratori coinvolti chiedono di riprendere l’attività lavorativa nella quale sono stati sostituiti da altri addetti, nei momenti di apertura al pubblico.
La Filcams Cgil e la Cgil di Roma e del Lazio ringraziano l’associazione Libera per l’interessamento, il sostegno e la solidarietà portata ai lavoratori con la presenza al loro presidio e con le sollecitazioni avanzate ai soggetti coinvolti affinché si possa ricercare congiuntamente una soluzione utile alla prosecuzione dell’attività della struttura, evitandone la chiusura.
La Filcams Cgil chiede l’immediata revoca dei licenziamenti comminati ai lavoratori e l’attivazione di un tavolo di confronto, che la stessa solleciterà ulteriormente a promuovere, anche alla presenza delle istituzioni territorialmente competenti, finalizzato al mantenimento dei livelli occupazionali e della piena operatività di un locale che rappresenta un pezzo di storia della nostra città.
“Intendiamo ribadire contrariamente a quanto affermato in un comunicato stampa dal legale rappresentante della società che attualmente gestisce il Cafè de Paris,” afferma la Filcams Roma e Lazio “che non ci è stato possibile effettuare alcun confronto sindacale avente ad oggetto problematiche denunciate dai lavoratori in merito all’organizzazione del lavoro piuttosto che per la discussione della procedura di licenziamento collettivo, in assenza di riscontro alle comunicate disponibilità di incontro da parte dell’Organizzazione Sindacale.”
“I lavoratori licenziati, per il settore merceologico di appartenenza, non sono destinatari di ammortizzatori sociali ordinari e quindi non percepiranno, come detto dalla società, l’indennità di mobilità per un massimo di 36 mesi.
Non potendo usufruire di tale strumento, al termine della ben più breve percezione dell’Aspi (ex indennità’ di disoccupazione), per questi lavoratori all’incertezza occupazionale si aggiungerebbe la mancanza completa di un sostegno economico.”
“Ciò’ che abbiamo dichiarato e continueremo a sostenere” ribadiscono i sindacati” è che è impensabile che il Cafè de Paris, interessato dalle passate vicende giudiziarie, non sia nelle condizioni di continuare la sua attività nell’ambito della legalità.
Questo è l’obiettivo che vogliamo si raggiunga, anche per la tutela dei lavoratori che rappresentiamo.”