Caf: tra «730» e altre attività dieci anni ad alto gradimento

24/06/2004


      sezione: NORME E TRIBUTI
      data: 2004-06-24 – pag: 31
      autore: NICOLETTA COTTONE
      Il bilancio dei Centri di assistenza: nel 2004 quasi 15 milioni di modelli
      Caf, tra «730» e altre attività dieci anni ad alto gradimento
      ROMA • Un piccolo esercito di contribuenti si rivolge ogni anno ai Centri di assistenza fiscale. Nel 2004 sono stati 14 milioni e mezzo, 300mila più dell’anno scorso, i cittadini che si sono messi in fila a uno dei 15mila sportelli targati Caf per presentare il 730 o consegnare la busta con l’8 per mille Irpef. Nei 72 Caf esistenti in Italia è stata anche prestata assistenza a due milioni e mezzo di famiglie per la stesura e la presentazione della dichiarazione Isee, a 7 milioni di pensionati per l’assistenza all’invio del modello Red e a 10 milioni di contribuenti per tasse, tributi locali e altri adempimenti fiscali che vanno dalle successioni al contenzioso. È il ventaglio di attività illustrato dai Centri di assistenza fiscale ieri mattina, a Roma, nell’ambito del convegno promosso dal Cnel e dalla Consulta dei Caf su «L’evoluzione del sistema fiscale e il ruolo dei Caf». Il servizio più gettonato è la dichiarazione dei redditi (il 75% chiede la compilazione, il resto consegna il 730 già redatto), seguita dalla compilazione del bollettino Ici.
      I servizi meno conosciuti sono l’assistenza nel contenzioso fiscale e nei rapporti con gli uffici tributari. Nord batte Centro-Sud: sono tutte nel settentrione le quattro regioni in testa nella graduatoria delle consegne dei 730.
      Al vertice, la Lombardia, che ha consegnato quasi il doppio delle pratiche dell’Emilia Romagna. Seguono Veneto, Piemonte, Lazio e Toscana. Fra le città, primeggiano Milano e Roma, rispettivamente con 927.671 e 758.647 pratiche. Crotone ha, invece, il minor numero di 730 presentati, seguita da Vibo Valentia e Isernia. «Stiamo lavorando — ha spiegato Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta nazionale Caf — per dare risposte sempre più integrate e personalizzate, che spazino a tutto campo nei settori fiscale, previdenziale, assicurativo e legale».
      I Caf nascono nel 1993, all’indomani della dichiarazione "lunare": dopo una prima fase di adeguamento tecnologico e organizzativo c’è stata una crescita esponenziale della domanda, con ritmi di sviluppo sostenuti. «I Caf — ha detto Gilberto De Santis, presidente del Caf Uil —, coniugando qualità e professionalità, hanno permesso a milioni di contribuenti di assolvere al proprio dovere fiscale verso lo Stato senza grandi oneri». Tuttavia, restano ancora molti i problemi da eliminare.
      Nella fiscalità generale i Caf lamentano ancora la lentezza nella liquidazione dei rimborsi, i tempi dell’accertamento, il rischio di cartelle pazze, le attese ancora troppo lunghe agli sportelli locali dell’Agenzia delle entrate, la mancata risoluzione dei reclami in tempo reale, l’incompleta attuazione dello statuto del contribuente, che ancora per molti aspetti resta sulla carta. «La rielaborazione per conto dei contribuenti — ha sottolineato Fabio Marchetti, docente di diritto tributario alla Luiss — di dati grezzi, tradotti in documenti informatizzati da trasmettere all’Amministrazione finanziaria può consentire ai Caf di giocare un ruolo rilevante nella semplificazione dell’ordinamento».