“Caf 2″ Un obiettivo strategico anche per i vertici nazionali

20/05/2004


      sezione: NORME E TRIBUTI
      data: 2004-05-19 – pag: 23
      autore: M.C.D.

      Un obiettivo strategico anche per i vertici nazionali
      MILANO • Una manovra a tenaglia contro i Caf e la loro esclusiva sul modello 730. Da un lato l’azione dei dottori commercialisti di Milano, arrivati alla Corte di giustizia europea con il ricorso sulla mancata omologa della delibera di modifica dell’oggetto sociale della Srl «Servizi ausiliari dottori commercialisti», che faceva riferimento alle attività di assistenza fiscale. Dall’altro, il Consiglio nazionale di categoria, che proprio nei mesi scorsi ha lanciato una nuova offensiva contro i Centri di assistenza fiscale: con due lettere il presidente Antonio Tamborrino ha portato la vicenda all’attenzione del commissario alla Concorrenza, Mario Monti, e del presidente dell’Antitrust, Giuseppe Tesauro.

      La risposta di Monti ha aperto la porta a un intervento diretto di Bruxelles: «Normalmente — si legge nella lettera della Commissione — le norme di concorrenza comunitarie non sono applicate a una legge nazionale o alle ordinanze di applicazione. Ogni Stato membro ha diritto di organizzare l’erogazione dei servizi come ritiene opportuno. Ciononostante lo Stato membro ha il dovere di assicurarsi che la concorrenza non venga distorta tramite un suo intervento».

      Mentre l’Antitrust nazionale, fin dal 1999, ha "condannato" l’esclusiva dei Caf, con una segnalazione al legislatore, in quanto la disciplina limita, in modo ingiustificato, il numero di quanti possono esercitare l’esclusiva.

      Dunque, per i dottori commercialisti c’è una sola regia. Non sembra un caso che Giuseppe Holzmiller, tra i promotori del ricorso ai giudici del Lussemburgo, sia partner di Lino De Vecchi, consigliere nazionale con delega agli affari internazionali. Nello scorso dicembre, la controffensiva del Consiglio nazionale è stata quasi sul punto di essere premiata, con la fine per legge del monopolio. Lo strumento era un emendamento al Ddl sulla Finanziaria, studiato dai tecnici del ministero dell’Economia. La manovra alla fine si rivelò prematura, ma è significativa dell’atteggiamento del Governo e della maggioranza nei confronti di un’esclusiva assegnata dall’ex ministro Vincenzo Visco.

      D’altra parte, nel mirino delle autorità antitrust è proprio la riserva, che si tradurrebbe in un privilegio non giustificato da ragioni di interesse pubblico. Un errore che il legislatore spera, invece, di evitare delineando l’ipotesi delle "agenzie per le imprese". Tuttavia, anche in questo caso, i professionisti protestano contro l’invasione di campo: in palio c’è il mercato della consulenza amministrativa.