Cade il tabù del 25 dicembre Negozi aperti (se vogliono)

22/12/2012

L`incubo più ricorrente nella notte di Natale ha poco a che vedere con il dickensiano Ebenezer Scrooge e i tre spiriti che gli fanno visita. I protagonisti cambiano – zia Carla, il cugino Michele, la figlioletta dei Rossi – ma la trama è quasi sempre la stessa e spesso si apre con un`esclamazione del tipo: «Oddio, me lo sentivo che avevo dimenticato un pacchetto da mettere sotto l`albero. E adesso dove lo recupero io un regalo?». Dormite tranquilli. Da quest`anno l`incubo potrebbe prevedere un lieto fine se: a. vivete in città; b. la voglia di regalo di zia Carla, del cugino Carlo o dell`infanta Rossi può essere placata con un pensiero mangereccio; c. siete disposti ad alzarvi di buon`ora il 25 così da mettere fine alla caccia al dono entro mezzogiorno. Supermercati e negozi potranno infatti restare aperti anche il giorno di Natale. La Corte costituzionale l`altro giorno ha dato la sua benedizione alla montiana liberalizzazione degli orari di apertura di centri commerciali e punti vendita al dettaglio (vedi articolo 31 della legge «salva Italia»). Respinto il ricorso di otto Regioni che rivendicavano l`ultima parola in materia, i commercianti, se lo vogliono, potranno tenere aperti i loro negozi la domenica, i giorni festivi e quindi anche il Natale. Per favorire la concorrenza, rilanciare i consumi e, perché no, mettere fine all`incubo di Natale. La domanda chiave, a questo punto, è: ma i commercianti lo vogliono? La risposta, come la possibilità di recuperare un dono per il parente/amico dimenticato, è legata ai tre punti di cui sopra: a Milano, nelle città e nei centri turistici ci saranno più saracinesche alzate; saranno soprattutto di supermercati e alimentari; resteranno alzate solo mezza giornata per accontentare clienti e dipendenti.
Qualche esempio per il giorno di Natale: aperti fino a mezzogiorno un centinaio di Carrefour Express; ino alle 13 i Billa di Alassio, Brescia più un`altra cinquantina qua e là (e quattro superstore). E poi ancora gli Unes. Se invece del regalò mangereccio si vuole optare per un computer o una macchina fotografica il Satum in Stazione Centrale a Milano è aperto (10-20). Il 26 shopping libero anche in alcuni Media World. La sentenza della Corte costituzionale è arrivata invece troppo a ridosso delle feste per colossi come La Rinascente, Zara, anche se magari dal prossimo anno… Per Federdistribuzione, del resto, la scelta di tenere alzate o no le saracinesche nei giorni di festa è solo legata al buon senso e passa da: l`effettivo bisogno dei consumatori e il ri- spetto dei lavoratori. Perché chi va all`Ikea a Natale per comprare un tappeto? Resta il plauso alla decisione della Corte costituzionale che liberalizza tutte le aperture domenicali festive e che il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli riassume così: «La sentenza conferma una legge che permette un assetto più moderno e concorrenziale del settore del commercio, in grado ora di essere più coerente con i nuovi bisogni del consumatore». Critiche invece Confcommercio (<da deregolamentazione non ha dato impulso ai consumi») e Confesercenti. Ma anche la Filcams -Cgil che ha lanciato un vero altolà: «Inutile per l`economia e i consumi, dannoso per la piccola distribuzione e i lavoratori: lo shopping festivo – dice il segretario generale Franco Martini – più che una reale esigenza è diventato un fenomeno culturale che caratterizza il moderno consumo del tempo libero». E la doppia domanda sul sito del sindacato chiede: «Lavori il 25 dicembre? Chi sei, Babbo Natale?». Sicuramente Babbo Natale per zia Carla, per il cugino Carlo e per l`infanta Rossi.