C.M. Ministero del lavoro e della previdenza sociale 16-01-1998, n. 10

Ministero del lavoro e della previdenza sociale
Circ. 16-1-1998 n. 10/98

Art. 25, comma 5, lett. c), legge n. 223 del 1991. Orientamento della Commissione centrale per l’impiego in data 25 luglio 1997.
Emanata dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale.

Con sempre maggiore frequenza, le Commissioni regionali per l’impiego nell’ambito della facoltà loro attribuita dall’art. 25, comma 5, lett. c), della legge 23 luglio 1991, n. 223 di determinare categorie di lavoratori "riservatari", anche per specifiche aree territoriali, individuano categorie di soggetti il cui inserimento nel mondo del lavoro presenta particolari difficoltà (ad esempio: ex tossicodipendenti, ex alcolisti, ex detenuti, pazienti seguiti dai servizi psichiatrici territoriali).

Da più parti è stato fatto rilevare come tale individuazione – che comunque costituisce un vantaggio dato che l’assunzione di tali lavoratori vale per le imprese ai fini dell’assolvimento dell’onere della riserva – da un lato non sia sufficiente a garantire un effettivo inserimento di tali soggetti, dall’altra comporti per le imprese tenute ad assolvere a tale onere, in carenza di lavoratori appartenenti alle altre categorie di "riservatari" (disoccupati di lungo periodo ovvero lavoratori iscritti nelle liste di mobilità), l’obbligo di assumere, sia pure nominativamente, solo nell’ambito di tale nuova categoria.

Alla luce di tali problematiche la Commissione centrale per l’impiego, nella seduta del 25 luglio 1997, ha adottato l’orientamento di carattere generale che si allega.

Le Commissioni regionali per l’impiego, pertanto, in caso di determinazione di nuove categorie di "riservatari" fra soggetti "socialmente a rischio" potranno prevedere – qualora si verifichi carenza di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ovvero di disoccupati di lunga durata – il differimento per le imprese dell’onere della riserva.

Tali particolari categorie di lavoratori potranno essere più efficacemente favorite attraverso piani di inserimento lavorativo programmati, predisposti dalle C.R.I. ai sensi dell’art. 5, lett. d), della legge n. 56 del 1987, opportunamente integrati con le attività di orientamento, formazione e riadattamento professionale fornite o autorizzate dalla Regione, nonché attraverso il ricorso da parte delle imprese disponibili alle convenzioni previste dall’art. 17 della precitata legge n. 56 del 1987.

Il Ministro