Buoni pasto, stop da Confesercenti

29/01/2004

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
024, pag. 6 del 29/1/2004


Commissioni troppo alte dalle società emettitrici.

Buoni pasto, stop da Confesercenti

Dal prossimo aprile i pubblici esercizi e gli alimentaristi aderenti alla Confesercenti non accetteranno più i buoni pasto. Gli esercenti hanno infatti deciso di dichiarare guerra alle società emettitrici di ticket che, per aggiudicarsi l’ultima gara indetta dalla Consip, hanno presentato offerte con percentuali di ribasso fino al 17%. Una volta avuto l’appalto, però, lamenta la Confesercenti, i ribassi sono stati ricaricati sulle commissioni applicate agli esercenti, passate dal 5% al 9%, con punte anche del 10%.

´Si tratta di un aggravio che i pubblici esercizi e gli alimentaristi non sono in grado di sostenere’, ha spiegato il presidente della Fiepet-Confesercenti, Ermes Anigoni, ´se non ritoccando verso l’alto i prezzi o inserendo listini differenziati per la clientela che usa buoni pasto. Una misura’, ha aggiunto Anigoni, ´che non vogliamo prendere per non penalizzare i consumatori e per non dare ulteriormente adito alla campagna denigratoria nei confronti dei commercianti, accusati di essere i principali responsabili dell’aumento dei prezzi’.

Quello dei buoni pasto è un mercato importante. Ogni anno quasi 5 milioni di persone pranzano fuori casa, consumando oltre 925 milioni di pasti e la tendenza è di una crescita del 2-3% annua. La stragrande maggioranza delle consumazioni viene effettuata presso bar, ristoranti, pub, pizzerie e fast food. Il 40% delle persone che pranzano fuori casa utilizza buoni pasto, per un totale di 350 milioni di ticket e un giro d’affari di 2 miliardi di euro spesi da 1,85 milioni di persone (il 50% in più rispetto a tre anni fa).

´Dal prossimo aprile’, continua Anigoni, ´i nostri associati non accetteranno più i ticket a meno che il governo non intervenga, cosa che abbiamo chiesto già un anno fa ai ministri Antonio Marzano e Giulio Tremonti senza avere risposte, si riapra il confronto con le società emettitrici e si stabiliscano nuove regole per disciplinare il mercato. La nostra’, sottolinea ancora Anigoni, ´vuole essere soprattutto una provocazione, un modo per riavviare il dibattito’. Confesercenti, ricorda il presidente della Fiepet, ha messo a punto una proposta di legge ´per disciplinare in maniera corretta e sostenibile l’uso dei buoni pasto in grado di rispettare gli interessi delle società emettitrici, tutelando però le esigenze degli esercenti e prima ancora dei consumatori’.