Buoni pasto: la vertenza entra nel Ddl sulla competitività

23/06/2005
    giovedì 23 giugno 2003

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 18

      Buoni pasto: la vertenza entra nel Ddl sulla competitività

        MILANO • È al vaglio dell’Esecutivo l’emendamento al disegno di legge sulla competitività che potrebbe sbloccare la vertenza dei buoni pasto, boicottati da parte dei pubblici esercizi (si veda « Il Sole 24 Ore » di ieri).

        Il relatore del provvedimento alla Camera, Guido Corsetto Fi), ha messo a punto una proposta di modifica al testo che « conferisce la delega al Governo a risolvere la questione ». L’emendamento, riferisce lo stesso Crosetto, «è stato concordato con le categorie, ed è stato trasmesso al Governo e si aspetta di conoscere quale sarà il suo parere».

        Intanto ieri anche la Federdistribuzione, associazione che raggruppa le grandi catene commerciali, ha deciso di non accettare i ticket a livello nazionale, optando però per una sola giornata di blocco. Alla protesta ha aderito anche la Camst, una tra le principali realtà della ristorazione e presente al tempo stesso anche nel business dei buoni pasto.

        « La caotica situazione che si è creata nel settore dei ticket — afferma Marco Minella, segretario generale Camst — è scaturita dalla follia di tre aziende emettitrici di buoni pasto che si sono aggiudicate gare Consip e di banche con ribassi folli e insensati del 17 18% al solo scopo di fare volumi di vendita » . Le tre aziende, trovatesi « in gravi difficoltà » — prosegue — hanno cominciato ad avanzare richieste economiche insensate verso i ristoratori e continuato a fare offerte dissennate per evitare il tracol