“Buongiorno” Orfani di Taricone

22/12/2000



La Stampa web

venerdì 22.12.2000



Buongiorno
Orfani di Taricone
 
di Massimo Gramellini

E adesso che Taricone è di nuovo libero, di che cosa parleremo? Era poi questo il segreto del Grande Fratello: dare una compagnia di amici virtuali a milioni di persone sempre più sole, ma soprattutto restituire un argomento unificante di conversazione a una comunità frantumata in nicchie e solipsismi assortiti. Poter dire di una tipa: «Quella è la Marina dell’ufficio» e sapere di essere capito da chiunque, anche da chi non aveva mai guardato il programma.

Paradossalmente ma non troppo, il proliferare dei mass media ha frantumato i codici collettivi, creando seri problemi di comunicazione. Una volta c’erano i grandi film che tutti avevano visto. E la politica, su cui ognuno aveva qualcosa da dire. Poi arrivò la tv, fucina di personaggi e di tormentoni verbali che si riverberavano a velocità istantanea nel linguaggio della strada.

Ma nell’era di Internet e delle tv a pagamento prevale la logica dello spezzatino: è quasi impossibile incontrare uno che abbia letto i tuoi stessi libri (sempre che ne abbia letto uno), ascoltato i tuoi stessi dischi, vibrato per le tue stesse passioni. Non si riesce più a parlare neanche del tempo, che da argomento neutrale è diventato fonte di angosce.

Ora che anche Taricone torna nei ranghi, restano i due soliti jolly: il calcio e Berlusconi, gli unici in grado di suscitare reazioni universali di tifo e ripulsa senza venire a noia.