“Buongiorno” Voglia di Natale

04/12/2001


La Stampa web

 






 Buongiorno   di Massimo Gramellini



Voglia di Natale
4 dicembre 2001


In altalena fra le previsioni depresse di Confcommercio e i tabulati euforici della Confesercenti, gli italiani entrano nel mese della tredicesima con una voglia disperata di coccole. Non è ancora chiaro se alla fine spenderemo in regali mille miliardi di più o di meno.

Ma l’attesa spasmodica che circonda la visita annuale ai grandi magazzini, facendo dipendere da un aumento di panettoni e prosciutti la tenuta del governo e finanche la sopravvivenza dell’Occidente, ci regala un ruolo sconosciuto di protagonisti e dimostra che l’unica libertà di pensiero concessa all’uomo moderno è quella che si esprime attraverso il consumo.

Nell’incertezza dei sondaggi, la pancia suggerisce che muoveremo più denaro del solito (si parla di 30 mila miliardi). Intanto per un omaggio sentimentale alla lira in congedo. E poi perché, dopo l’estate del G8 e l’autunno di Bin Laden, e alla vigilia di una primavera di recessione, c’è urgenza di annegare l’ansia dentro un Natale protettivo.

Zuppo di regali che, in attesa di ritrovare la via delle emozioni, rappresentano il nostro modo di manifestare affetto. Il paradosso è che, vista la paura di viaggiare, il cuore della festa sarà più che mai casa & famiglia, cioè l’istituzione che proprio il 2001 di Erika e Omar ha mandato in crisi.

Ma nonostante siano il crogiolo dei complessi che ci avvelenano la vita, i ganci del sangue restano i più comodi a cui aggrapparsi su questa giostra impazzita.
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