“Buongiorno” Un bel gioco dura poco (M.Gramellini)

06/10/2005
    giovedì 6 ottobre 2005

    Prima Pagina

    Un bel gioco dura poco

      di Massimo Gramellini

      CROLLANO gli incassi del lotto, da 1395 a 539 milioni di euro, e la prima reazione è di sbandamento: povera Italia, così depressa da non credere più nemmeno ai suoi sogni e così impoverita da non riuscire a finanziarli.
      Invece si tratta di una notizia corroborante, una delle poche in circolazione che ci consentano di guardare al futuro con un po’ di speranza.

      Si è sempre detto che gli italiani non sono inglesi e che non scommettono per divertimento ma per disperazione, alla perenne ricerca di scorciatoie esistenziali.

      Un atteggiamento mentale che toccò l’apice negli Anni Novanta, quando «Il ciclone» di Pieraccioni intercettò un umore collettivo: che per uscire dai guai non fosse necessario cambiare se stessi e il proprio approccio alla vita, tanto prima o poi dall’esterno sarebbe precipitato l’evento miracolistico e risolutore: nel film un pullman di ballerine, in politica un professore onnisciente o un imprenditore di successo.

      La crisi economica ha posto fine a molte certezze ma anche, per fortuna, a qualche illusione. Certi ragionamenti pragmatici che un tempo erano patrimonio di minoranze scettiche si sono trasferiti per osmosi al popolo delle ricevitorie e dei bar sport.

        Perché non è vero che solo i pensieri peggiori fluttuano nell’aria: a volte dilagano persino quelli evoluti.