“Buongiorno” Telekabul non fa paura

12/10/2001
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 Buongiorno   di Massimo Gramellini



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Telekabul non fa paura
12 ottobre 2001


Rimbambiti da anni di dibattiti sulla telecrazia, abbiamo finito con l’assegnare alla tv un peso spropositato rispetto a quello reale. Anche in questa polemica sull’opportunità di diffondere le parole degli estremisti islamici attraverso i nostri media. I contrari temono la pubblicità gratuita e il lancio di segnali in codice. I favorevoli (lo ha scritto bene Alberto Papuzzi su questo giornale) sostengono che non capiremo mai i punti deboli dell’avversario se non lo guardiamo negli occhi. Su un punto però sono tutti d’accordo: le comparsate mediatiche orchestrate dalla tv araba Al Jazeera hanno un ruolo decisivo nel conflitto. Ne siamo proprio sicuri?

La legge fondamentale della società dello spettacolo è che chi va in onda ha più popolarità, ma conta meno di chi resta nell’ombra. In Occidente il potere vero non è in mano ai politici che bivaccano da Vespa o David Letterman, ma ai presidenti delle multinazionali, mai apparsi in nessun salotto tv. Il video grottesco (in tutti in sensi) di Bin Laden e le risposte da mercante di tappeti dello sceicco Omar Bakri, ospitato da Santoro, sono i segnali che l’esercito del Terrore è talmente in affanno da uscire per la prima volta allo scoperto. Si è mai visto il capo della mafia convocare una conferenza-stampa? Purtroppo no. Il male si nutre di assenza. Fra l’omelia allucinata di Osama e il silenzio ghignante di Saddam, è quest’ultimo a fare più paura.



 


 




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