“Buongiorno” Sono tutti americani – di M.Gramellini

10/04/2003



            10 aprile 2003

            Buongiorno   di Massimo Gramellini



            Sono tutti americani

            Abbiamo vinto. Tutti o quasi. Soprattutto chi non ha partecipato alla guerra, ma l’ha subita come spettatore, testimone, vittima. I vincitori veri fanno i modesti, per ora. Mentre gli iracheni, che inneggiavano a Saddam intorno agli elicotteri abbattuti, gettano fiori ai marines gridando «sì sì mister Bush» e si avventano sulle statue del tiranno con asce e bastoni, in un rito tribale che esorcizza la paura attraverso l’umiliazione. I giornalisti, passati dalla rabbia all’eccitazione professionale, raccontano finalmente senza censure la presa del loro albergo, sotto il quale la guerra mediatica ha posto lo striscione del traguardo. E’ l’apoteosi di Giovanna Botteri: dicevano fosse la «velina di Saddam» quando è chiaramente la cocca del Pentagono, che per farle vincere il Pulitzer ha iniziato e finito la guerra durante due edizioni del Tg3.

            Persino Al Jazeera ironizza sulla debolezza degli arabi: «Pure per buttare giù le statue hanno bisogno dei marines». In compenso è sparito Al Sahaf, ministro delle Vittorie Immaginarie, per cui a parlar male degli Usa rimane soltanto Cossutta. Ratzinger e D’Alema, cardinali della pace, esprimono sollievo. Il fiero Schroeder si propone per dare una mano ai vincitori e un deputato del fierissimo Chirac elogia il «coraggio dell’America». Ma cosa faranno i pacifisti di «Fermiamo la guerra», ora che la guerra, per fortuna, si sta fermando da sé? Sfileranno contro l’attacco alla Siria, per cominciare a portarsi avanti col programma.