“Buongiorno” Processi verbali – di M.Gramellini

06/05/2003



              6 maggio 2003

              Buongiorno

                 di Massimo Gramellini

              Processi verbali

              In Rai gli unici spettacoli che fanno ancora ridere sono gli ordini di servizio. Hanno appena deciso di cambiare nome a un programma storico del Giro ciclistico, il «Processo alla tappa» inventato da Sergio Zavoli mezzo secolo fa. Processo è immagine cupa, ha spiegato il podestà dello sport Paolo Francia, e poi di processi in Italia ce ne sono anche troppi. Tanto vale cominciare a tagliare dove si può e ricucire con «Stappa la tappa»: più che una trasmissione, lo spot di un crodino. Non illudetevi: il Processo di Biscardi per ora non corre rischi, essendo di competenza del tribunale di La Sette, sempre che il ministro Castelli non ordini un’ispezione anche lì.

              In attesa di ripulire la Costituzione dalle sue «cupezze», gli addetti alla neolingua lavorano sul vocabolario. Il processo evolutivo di Darwin potrebbe essere impugnato da Previti per fatto personale e la Sars, terza invenzione dei comunisti dopo i bambini al ragù e i pubblici ministeri, derubricata da processo a sondaggio infettivo. Quanto al processo mentale, è allo studio una prescrizione estesa al «mentale» nel senso di cervello, ennesimo organo costituzionale di utilità dubbia. La commissione filosofica presieduta da Aristotele (il governo ha già chiesto all’ambasciata greca i suoi numeri di telefono) e integrata dai legali del premier proporrà invece una proroga e un Telegatto per il «processo all’infinito», concetto metafisico per cui si risale da una causa alla precedente senza mai giungere alla Causa Prima. Finalmente un processo riservato e perbene.