“Buongiorno” Pornografia dei sentimenti (M.Gramellini)

17/02/2005

    giovedì 17 febbraio 2005

      Pornografia dei sentimenti

      di Massimo Gramellini

        MI sfuggono le profonde esigenze informative che hanno indotto i tg del servizio pubblico a puntare una telecamera e un microfono sul signor Sgrena, scrutato nell’atto di seguire il video della figlia prigioniera, in modo da non farsi scappare nemmeno un rivolo dell’angoscia che emanava dal volto di quell’uomo anziano e prostrato. La gente vuole sapere? A furia di assecondarla nelle sue pulsioni più basse, si è ottenuto il bel risultato di farsi disprezzare dallo stesso pubblico in nome del quale vengono inscenati questi spettacoli di pornografia sentimentale. E comunque vedere non è sapere: non si possono applicare alla tv le regole della carta stampata, perché una cosa è affidare il racconto di un dramma privato al filtro del cronista, un’altra mostrarlo in presa diretta, con tutta la crudezza che l’immagine reca con sé.

          Poco importa che il padre della sequestrata avesse dato il suo assenso. Anche nel giornalismo dovrebbe valere la massima evangelica per cui non si fa al prossimo ciò che non vorresti fosse fatto a te. E mi permetto di dubitare che chi reggeva quella telecamera e quel microfono, così come chi ha ordinato loro di farlo e magari dopo gli ha pure detto «bravi!», sarebbe contento di veder gettate le proprie emozioni più intime in pasto a un pubblico informe. Fra l’autopsia di un’angoscia e una gag di «Scherzi a parte» esiste ancora qualche differenza. Se non per chi le trasmette, almeno per chi è costretto a guardarle anche solo nel tempo necessario a trovare il telecomando.