“Buongiorno” Mutande miliardarie – di M.Gramellini

24/10/2002




          Buongiorno   di Massimo Gramellini



              Mutande miliardarie

              24 ottobre 2002

              Con le mutande esibite in prima serata da Gianni Morandi è ripartita la guerra all’Auditel, il mostro antennato che misura gli ascolti televisivi e decide le carriere di tanti uomini di spettacolo, a cominciare dai politici. Ed è ripartita coi soliti argomenti e le solite illusioni: che il campione di famiglie che rappresenta i gusti della Nazione sia taroccato, e che il successo di un programma o di un essere umano possa essere valutato in base al talento e non al numero di «contatti» del pubblico e di zeri del suo stipendio. Discorsi sensati ma vani, dal momento che l’Auditel incarna con coerenza il valore fondante della nostra epoca, la Quantità, e la sua forma visiva: lo Spot.

              L’intera vita moderna soggiace a un regime di Auditel: fin da bambini ci insegnano che «più» è meglio di «meno» e che la vita è un sandwich da imbottire fino all’orlo di incombenze e fatturati. Senza contare che la tv commerciale, Rai compresa, ha il dovere di essere brutta per poter piacere ai suoi finanziatori. Se i programmi fossero migliori degli spot, gli spettatori vivrebbero le interruzioni con fastidio invece che come una liberazione e l’inserzionista ne riceverebbe un danno tale che smetterebbe di investire. L’unica soluzione seria è che la Rai si svincoli dalla dittatura della pubblicità imponendo un canone più alto e riducendo certi ingaggi, compreso quello di chi si è messo in mutande, ma prende quasi un miliardo a puntata.