“Buongiorno” McDieta

23/05/2002



23 maggio 2002

Buongiorno  

di Massimo Gramellini

McDieta

Solo in un mondo di idealisti la pubblicità di un brandy può dire «Bevi un bicchierino ogni tanto» e quella di un pacchetto di sigarette «Fallo durare almeno un mese». Eppure da un paio di giorni la Mc Donald’s francese invita i clienti a consumare presso le sue unte cattedrali appena «un pasto alla settimana». Non paga di tanto generoso autolesionismo, la multinazionale del prêt-à-manger fornisce anche stringenti indicazioni dietetiche: cene riparatorie in casa a base di legumi e niente cocacola e cioccolato ai bambini sedentari, ai quali si suggerisce un tandem acqua&yogurt più sano e persino meno costoso.

Che succede, il Grande Frittello è impazzito? Qualora il pubblico dei patatina-dipendenti seguisse sul serio questa cura dimagrante, i primi a restringersi sarebbero gli incassi. Se si tratta solo del tentativo di fare il lifting buonista a uno dei marchi più contestati del pianeta, il conto del chirurgo minaccia di essere davvero troppo salato. E anche se fosse un modo per cautelarsi da future richieste di risarcimento da parte degli obesi, l’iniziativa finirebbe comunque per suonare come un’ammissione. Magari non sarà quell’arma di distruzione di massa contro cui ha tuonato di recente l’ecologista americano Ralph Nader, ma il cibo che va di corsa a cavallo di grassi e zuccheri non fa mica bene. La campagna pubblicitaria della McDonald’s segna un cambio di ossessione: esaurita la crociata contro il fumo, l’Occidente si prepara a guardare come criminali coloro che addenteranno una polpetta