“Buongiorno” L’Itaglia ha nalfabeta

28/11/2000
La Stampa web





Buongiorno
L’Itaglia ha nalfabeta
di Massimo Gramellini

Mentre la politica si scanna sui libri di storia che pochi studiano, il ministro De Mauro ha certificato la bancarotta di 50 anni di governi, compreso il suo. Ha rivelato che due italiani su tre sono analfabeti, intendendo per tali anche quelli come Salvo del Grande Fratello che riescono a leggere il proprio nome, ma non sanno se Dante era un poeta o un olio d’oliva.

La scuola dell’obbligo, che insegna la fatica e non il piacere della cultura, non ha cambiato un panorama che resta da Terzo Mondo e pullula di «cretini specializzati», li avrebbe chiamati Flaiano, che sono esperti di finanze o computer, ma ignorano allegramente tutto il resto. L’unica novità antropologica rispetto al passato è nel modo diverso di indossare l’ignoranza. Fino agli Anni 80, il semianalfabeta si vergognava di esserlo e cercava di recuperare con letture disordinate.

Ora prevale un approccio orgoglioso alla bestialità, incoraggiato da famiglie dove l’unico libro di lettura sono le Pagine Gialle e da un modello televisivo che ha abbandonato qualsiasi velleità educativa e si è messo a blandire il pubblico con programmi decerebrati oppure (vedi il filone Corrado-Bonolis) usando come concorrenti dei veri o falsi ritardati, allo scopo di far sentire colto anche lo spettatore più deficiente. Umberto Eco sostiene che la salvezza arriverà da Internet. A giudicare dai siti più cliccati non si direbbe proprio.

(28 novembre 2000)