“Buongiorno” L’allenatore degli italiani

15/03/2001
La Stampa web

 
L’allenatore degli italiani
di Massimo Gramellini

Come confermano le ultime vicende del Milan, il guaio con Berlusconi è che non gli basta presiedere. Lui vuole proprio allenare. Fu chiaro fin dai primi cento giorni del suo ingresso nel pallone, 15 anni fa, quando durante l’intervallo si precipitava negli spogliatoi per suggerire gli schemi al pupillo Donadoni. «Ascolta me, non Liedholm: devi svariare sulle fasce, più ficcante, più ficcante!». Il tecnico svedese incassò l’invasione di campo con ironia: «Presidente grande esperto calscio, lui iocato in squadra oratorio».

Berlusconi lo cacciò subito e prese Sacchi, uno che non obbediva, ma era talmente furbo che glielo lasciava credere. Ora ci risiamo e poiché il Milan non è che la galleria del vento in cui Berlusconi prova le soluzioni della politica, non è difficile immaginare cosa accadrà dopo il suo ritorno a Milanello 2: Palazzo Chigi. Togliamoci dalla testa che si accontenti di presiedere gli italiani come un Reagan qualsiasi, e cioè che si limiti alle pubbliche relazioni del potere, delegando il lavoro duro ai Tremonti.

No, lui gli italiani intende allenarli di persona. Tutti in fila e in braghette, come nella memorabile foto dei vertici Mediaset alle Bermuda. E che svarino sulle fasce – più ficcanti, più ficcanti! – mica come quel comunista di Zaccheroni, che sembra la réclame di un mal di testa.

(15 marzo 2001)







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