“Buongiorno” La sinistra terminata (M.Gramellini)

09/10/2003




giovedì 9 Ottobre 2003

La sinistra terminata


FARE satira sull’onorevole Terminator è facile come raccontare una barzelletta sul prossimo sindaco di Roma: Francesco Totti. «Governerà a torso nudo?», si è subito chiesto David Letterman. In realtà Schwarzy è perfetto per il ruolo. Nelle democrazie moderne il Capo è solo il portavoce di coloro che governano davvero: un addetto alle pubbliche relazioni con gli elettori. Per vincere competizioni bipolari deve possedere un doppio «atout»: non essere percepito come un funzionario di partito e incarnare i miti della sua tribù. In quasi tutto il mondo i campioni della Destra rispondono a questo identikit (dove non succede, come in Inghilterra, collezionano sconfitte).
Prendiamo Schwarzenegger: il culto del fisico, il linguaggio semplice, la biografia di chi si è fatto tutto da sé: i muscoli, la fama, i soldi e pure la moglie bella, ricca e potente. Sono le cose che sognano i suoi elettori. I sognatori dell’altra parte hanno un altro elenco di priorità, ma un identico desiderio di vederle risplendere sul volto del loro candidato. E in questi anni avrebbero dovuto appassionarsi ai D’Alema, ai Jospin e ai Cruz Bustamante, l’avversario di Terminator che non potrebbe fare la comparsa neanche in «Distretto di polizia»? Non sarà certo Claudio Amendola, e magari nemmeno Illy e Renato Soru. Ma anche in Italia la riscossa del centrosinistra passa dalla ricerca di un «portavoce» che si sia realizzato in un altro lavoro, maturandovi una sensibilità in sintonia con quella di chi poi lo dovrebbe votare.