“Buongiorno” La dieta di Silvio (M.Gramellini)

17/03/2005

    giovedì 17 marzo 2005

    La dieta di Silvio

    di Massimo Gramellini

    IL presidente del Consilvio ha dichiarato a «Porta a Porta» che il calo dei consumi alimentari non dipende dalla crisi economica, ma dal successo della campagna governativa a favore delle diete. Quell’uomo ha ancora il potere di sorprendermi. Perché delle due l’una. O la disquisizione calorica era una battuta che intendeva fare il verso all’ottimismo surreale dei vecchi bollettini comunisti, ma allora non ha messo di buonumore nessuno, tantomeno quella parte sempre più vasta del ceto medio che arriva a fine mese con i debiti e le rate. Oppure Berlusconi parlava sul serio e in questo caso ci si chiede se sia entrato di recente in un supermercato: avrebbe visto le persone scarrellare fra le offerte speciali, preoccupate più dallo sgonfiamento dei portafogli che dal gonfiore delle pance.

      A meno che ci considerino una massa di ipnotizzati, sfugge il motivo che induce i politici a contrabbandare un’immagine fasulla dell’Italia agli italiani, Paese della cuccagna o regime cimiteriale a seconda che chi parla stia in maggioranza o all’opposizione. Non siamo morti, ma nemmeno molto sani. Negarlo non aiuta a guarire. Così come ammetterlo non significa essere costretti ad addossarsene tutte le colpe, che ovviamente stanno anche altrove. Il primo capo di governo che avesse il coraggio di riconoscere che le cose vanno male, ma che si sta facendo il possibile per migliorarle, rimarrebbe ruffiano senza diventare patetico e prenderebbe il voto di chi pensa che l’essenza della democrazia consista nel diritto a essere trattati da adulti.