“Buongiorno” La chitarra di Bocca di Rosa

28/12/2000
La Stampa web Ciaoweb








Buongiorno
La chitarra di Bocca di Rosa
di Massimo Gramellini

La chitarra di Fabrizio De Andrè è in vendita e un avvocato genovese, che in questa storia interpreta inesorabilmente la parte del cattivo, ha offerto 40 milioni per poterla appendere nel salotto di casa come un quadro d’autore o una reliquia. Ma De Andrè non è un’esclusiva per fans danarosi. Appartiene a tutti quelli che lo hanno amato. Per cui avviene una di quelle cose che uno s’immagina solo nei film di Natale.

Il negozio di dischi di via del Campo, la strada del centro di Genova che nel resto d’Italia è solo il titolo di un album di De Andrè, lancia una questua per sfilare la chitarra all’avvocato ed esporla in vetrina, dove tutti potranno tenerla d’occhio e sentirla un po’ loro. Alla faccia della spilorceria, nel negozio entra un bel po’ di Genova, con un deca o un cinquantone in mano. E arrivano a sorpresa anche loro: le prostitute di «Bocca di Rosa» e gli omosessuali attempati di «Princesa». Sfilano davanti alla cassetta delle offerte fra sguardi obliqui ma non sempre ostili e versano quel che possono: spesso un fragrante centone.

Però l’asta sta per finire e i 40 milioni restano un miraggio. Chi abita a Genova e dintorni, adesso ha un posto dove andare. Nella patria dei fanatici senza memoria, dove persino Gassman è già stato dimenticato, questa colletta di popolo per la chitarra di un poeta è un massaggio che scalda i cuori, e Dio sa quanto ne abbiamo bisogno.

(28 dicembre 2000)