“Buongiorno” Il fisco per tre

07/11/2001
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 Buongiorno   di Massimo Gramellini



Il fisco per tre
7 novembre 2001


Tre senatori leghisti hanno chiesto che l’aumento delle detrazioni fiscali per i figli a carico di famiglie con meno di 70 milioni di reddito si applichi solo a quelle «di cittadinanza italiana». L’emendamento introduce una discriminazione inedita nella storia della Repubblica, ma è stato accolto dal governo, seppur nella forma attenuata della «raccomandazione», senza che il ministro Tremonti, presente in aula, sentisse il bisogno di fermare la macchina e ricondurne i passeggeri sulla strada del buonsenso.

Resistiamo alla tentazione di addossare ai propositori di un simile obbrobrio giuridico la patente di razzisti, né spetta a noi sondare certi animi per scorgere se dietro un atto così grave ci sia grettezza oppure solo disperazione. Rimaniamo su un terreno che i leghisti possono capire: quello pratico.

Come le altre norme che speravano di arginare la cattiva immigrazione, anche questa colpirà la povera gente che lavora duro, ma farà il solletico ai veri incubi dei nostri quartieri: papponi e capibanda. I quali, se gli verrà comodo, sposeranno un’italiana per assumerne la cittadinanza. Finirà cioè come coi permessi di soggiorno, tormento degli immigrati perbene alle prese con rinnovi difficoltosi, mentre i malviventi gonfi di soldi se li procurano senza problemi.

L’unica soluzione è la guerra totale ai criminali. Non i rigurgiti becero-nazionalisti, che oltre che antistorici sono inutili .


 




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