“Buongiorno” I detratti sposi – di M.Gramellini

03/06/2003






          Buongiorno

             di Massimo Gramellini

          I detratti sposi
          3 giugno 2003

          Incredibile: fra breve la maggioranza di centrodestra potrebbe votare alla Camera un provvedimento di centrodestra. In due anni di leggine giudiziarie, proclami populisti e capriole fiscali non era praticamente mai successo. Si tratta dell’opportunità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi fino a 10.000 euro di spese matrimoniali, fra ricevimento e abiti di nozze. Compresi (qui, forse, l’unico difetto della norma) quelli a fibre ottiche che trasformano la sposa in un incrocio fra un albero di Natale e uno spartitraffico catarifrangente.

          Per una volta mercato e morale vanno a braccetto. Spalla a spalla, direbbero Bush & Berlush. In un colpo solo la legge puntella l’istituzione familiare, movimenta i consumi e contrasta l’anarchia omertosa dei pagamenti in nero. Un exploit da democristiani bavaresi realizzato dal leghista Ballaman, doppiamente meritevole, dato che a beneficiarne sarà soprattutto il Sud, che per i matrimoni spende più degli altri, anche perché non ha molte altre occasioni per farlo. Ballaman si deve essere chiesto come mai in Italia si potessero detrarre i funerali ma non i matrimoni. Persino un cinico intuirebbe l’affare. Se i primi infatti contribuiscono ad alleggerire il passivo dell’Inps, i secondi scardinano i pargoli dalle case natie, scaraventandoli nel paradiso produttivo. Nido, prole e – se poi ci si lascia e i genitori previdenti hanno già murato la stanza del figlio – monolocali e supermarket per separati, con una crescita oggettiva delle sofferenze ma anche dei consumi.