“Buongiorno” Dopo la pubblicità (M.Gramellini)

15/12/2004


    mercoledì 15 dicembre 2004


    Dopo la pubblicità

    di Massimo Gramellini

    COSA si sarebbe detto della buonanima di Reagan, se la settimana successiva al calo delle tasse avesse aumentato le imposte indirette e autorizzato la crescita di quelle locali? Come minimo che non era un reaganiano. Berlusconi ricorda l’omino che nelle fiere di paese invita gli spettatori a fare «un giro gratis» sul suo carrozzone, ma subito dopo tende la mano intimando: «E ora un giro a pagamento». Sarà vero, come dice lui, che l’italiano-tipo ha fatto la seconda media e non era fra i primi della classe. Ma anche un ripetente delle elementari è in grado di capire che la riduzione dell’Irpef accresce il suo reddito solo se le altre tasse non aumentano. Altrimenti trattasi di allucinazione, come il convincimento che per diminuire le imposte basti tagliare gli sprechi senza intaccare la qualità dei servizi.

    Da estimatore dei manuali che insegnano ad aver fiducia in se stessi e a carpire quella altrui, Berlusconi si dev’essere convinto che la psicopolitica sia l’ultima risorsa rimasta a questo strano Paese. Il suo è un pensiero ipnotico: se gli faccio risparmiare di colpo un bel po’ di euro, il mio pubblico non si accorgerà di restituirli giorno per giorno con gli interessi, ogni volta che userà la carta da bollo o pagherà una gabella sulla casa. Sarà più povero ma si sentirà più ricco e mi voterà di nuovo. Che poi le tasse possano scendere in modo significativo soltanto a patto di minare lo Stato Sociale, è un discorso che affronteremo dopo la pubblicità.