“Buongiorno” Così bruciò Zarathustra (M.Gramellini)

18/03/2005

    venerdì 18 marzo 2005

    Così bruciò Zarathustra

    di Massimo Gramellini

    Per i maschi di destra sono momentacci. Se Storace ha i guai suoi con la Mussolini, l’intellettuale d’area Marcello Veneziani ha raccontato su «Libero» la propria disfatta coniugale di marito in attesa di separazione, ovvero l’odissea di un uomo che all’improvviso si ritrova a fare il barbone, lontano da casa e dai figli, col conto in banca saccheggiato e l’auto trasformata in armadio, mentre una mano misteriosa su cui non è difficile scorgere le unghie della moglie procede alla distruzione sistematica del suo bene più intimo: la biblioteca di una vita. In un crescendo disperato, la vittima narra di Heidegger venduti, Plotino strappati, Borges spariti e biografie di Simone Weil date alle fiamme insieme a uno Zarathustra nietzschiano con note a margine, vergate da Veneziani stesso in gioventù.

    Che una donna gelidamente infuriata sia capace di simili efferatezze non è una sorpresa. Nelle guerre fra ex, un uomo arriva a bruciare un vestito ma non un libro, a meno che si tratti di un uomo nazista, si chiami Hitler e abbia il potere. Piuttosto, il revisionismo matrimoniale di Veneziani sancisce la caduta anche dell’ultimo luogo comune. Quello che poneva a destra l’Uomo Vero che non deve chiedere mai e a sinistra il Maschio Femmina confuso e infelice. Se persino chi è cresciuto nel culto dei valori virili si ritrova a esibire sui giornali i panni sporchi del marito sfrattato, significa che a difesa del prestigio della categoria restano ormai solo Storace e le barzellette, e fra un po’ magari solo le barzellette.