“Buongiorno” Botto e risposta

29/12/2000



La Stampa web


venerdì 29.12.2000

Buongiorno
Botto e risposta
 
di Massimo Gramellini

E un anno dopo rieccoci qua, a scrivere il solito inutile appello contro i botti. La domanda è sempre la stessa: perché? E’ rivolta anzitutto a Lei, egregio signore di mezza età sorpreso in un parco mentre insegnava a suo figlio la nobile arte del petardo

. Correvate fra gli alberi con le mani sopra le orecchie, aspettando che l’ordigno che avevate depositato vicino a una panchina esplodesse in tutto il suo fragore. Il boato vi ha colti con un’espressione estasiata sui volti, mentre intorno i bebè piangevano nelle culle, i bambini si asserragliavano alle gonne delle filippine e i cani latravano impazziti per il dolore.

Perché, signore, perché? Se fra qualche anno suo figlio sarà uno dei tanti automi a piede libero che incrociamo per la strada, lei incolperà la scuola, la società, il governo. Perché? Perché invece dei botti non gli insegna qualcosa di altrettanto idiota ma un po’ meno gratuito? A fare a pugni. A ruttare. A ubriacarsi. Gli compri il calendario di Marina, lo porti a vedere un film, qualunque film, anche Boldi e De Sica sono meglio di un «pum!».

E se non si fida delle parole di un intellettualoide rammollito, ascolti quelle di granfratel Pietro Taricone, che ha tenuto in tv una dissertazione su tric trac e bombette, dichiarandosi favorevole ai primi e fieramente contrario alle seconde. La prego, signore: abbia pietà delle nostre orecchie e delle sue mani. E del cervello di suo figlio soprattutto.