“Buongiorno” Bandiera Rossa (M.Gramellini)

18/01/2006
    mercoledì 18 gennaio 2006

    Prima Pagina

    Bandiera Rossa

      di Massimo Gramellini

        SI è finalmente capito perché fino all’altro ieri Torino non presentava traccia delle Olimpiadi. Il sindaco stalinista Sergej Kiamparinov, mimetizzatosi a lungo dietro la maschera del socialdemocratico, stava preparando in gran silenzio il golpe. In una sola notte ha riempito la città di gonfaloni rossi. Ha trasformato il castello del Valentino in quello del Cremlino e piazza Castello in Tienanmen. Ora l’intera vallata olimpica ai piedi delle Alpi è solcata da una marea di vessilli rivoluzionari. Il mondo in visita a Torino penserà di essere a Pechino, o quantomeno in una Coop di Reggio Emilia, dal momento che lo slogan tatuato sulle bandiere rosse – «passion lives here», la passione vive qui – è un evidente riferimento ai rapporti fra Consorte e Fassino.

        Il merito della straordinaria scoperta archeologica va attribuito alle forze speciali di Forza Italia: i segugi della libertà, in grado di sentire l’odore di un comunista anche a decenni di distanza. Hanno denunciato pubblicamente il colore dei manifesti olimpici, «un rosso monocratico da Soviet Supremo che dimostra quanto questo tapino regime da operetta resti ancorato a un passato che il mondo intero ha ormai rigettato». Appresa la notizia, e la fonte della medesima, migliaia di torinesi si apprestano a scappare, non si sa da chi.