“Buongiorno” Abdul, Oriana, Mohammed

02/10/2001
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 Buongiorno   di Massimo Gramellini



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Abdul, Oriana, Mohammed
2 ottobre 2001


Arrivati in Campidoglio per parlare di pace, due capi di associazioni musulmane in Italia, Abdul Palazzi e Mohammed Dachan, si sono azzuffati come dei Mazzone fin dal pianerottolo. Il tema della rissa era un intellettuale arabo invitato a un dibattito dalla Comunità di Sant’Egidio, Isuf Kardawy: l’ideologo dei terroristi kamikaze, secondo Abdul, anzi un esimio studioso, secondo Mohammed. L’episodio la dice lunga sull’ambiguità di certi intellettuali arabi, ma anche sullo stato dei nervi di tutti.

Persino la scrittrice Oriana Fallaci ha rotto un silenzio decennale per avvertirci che gli immigrati che ci vendono le borse finte di Gucci sui marciapiedi sono agenti potenziali di Bin Laden. Lo sceicco miliardario ha fatto filotto: stiamo cascando come dei gonzi nella sua trappola. Prima che nei fatti, la Guerra Santa è già nelle nostre parole, nei nostri rancori e nelle nostre paure. Fra proclami di superiorità e pacifismi a senso unico. Fra chi ostenta i valori della propria civiltà e chi li considera troppo corrotti per menarne vanto.

Vincerà Bin Laden se gli arabi moderati penseranno che l’Occidente abbia la stessa arroganza di alcuni suoi leader politici ed economici. E vincerà se i più razzisti o semplicemente i più spaventati di noi identificheranno tutto l’Islam col terrorismo, incoraggiati in questo dai troppi musulmani che si rifugiano nei giri di parole pur di non ammettere che i fondamentalisti sono degli assassini.

 


 




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