Bulgari si allea con Marriott e apre 7 alberghi di lusso

14/02/2001



Corriere della Sera


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Ma il titolo cede il 5%

Dai gioielli agli hotel Bulgari si allea con Marriott e apre 7 alberghi di lusso

      MILANO – Da orologi e collier agli hotel. Bulgari, terzo gioielliere del mondo dopo Cartier e Tiffany, debutterà nel turismo d’élite in joint venture con Marriott, uno dei maggiori gruppi alberghieri del pianeta. L’inedita joint venture, presentata ieri a Londra, darà vita a una catena superlussosa, che si chiamerà Bulgari Hotels & Resorts. L’investimento totale, in 5 anni, ammonterà a 140 milioni di dollari (oltre 280 miliardi di lire) tra capitale e prestiti subordinati. Bulgari verserà il 65% del capitale, Marriott il 35%, mentre il gruppo Usa si farà carico del 65% dei prestiti e Bulgari del restante 35%. Roma, Parigi, Londra, New York, Miami, la California del Sud e un’isola (ma non è stata specificata quale) sono le località individuate dai due partner per le prime aperture, a cominciare da Londra e dalla California nel 2003. La catena non comprerà proprietà immobiliari, che avranno un valore stimato di 800 milioni di dollari entro i prossimi 5 anni, ma le prenderà in leasing da partner locali, in modo che i sette hotel guadagneranno soldi nel giro di 2 o 3 anni.
      Il design degli alberghi, curato da Bulgari, sarà italiano, così come la cucina. L’amministrazione quotidiana (compreso il sistema di prenotazioni) sarà invece affidata all’esperienza di Marriott attraverso il Luxury Group, che già gestisce i cinque stelle della catena Ritz-Carlton. Ma il management sarà composto da dirigenti di entrambe le società.
      Il giro d’affari stimato entro il 2008 è di 300 milioni di dollari, data in cui rappresenterà «il 20% dei ricavi di Bulgari», che consoliderà i risultati degli hotel.
      Perché dopo aver usato il marchio per firmare foulard e cravatte di seta, accessori in pelle e occhiali (prodotti dalla Luxottica), adesso Trapani si spinge così lontano dal core business dei gioielli fino a farlo diventare un’insegna di alberghi, sebbene di lusso? «Bulgari Hotels & Resorts rafforzerà l’immagine della nostra marca e accrescerà il valore per gli azionisti. Queste operazioni saranno profittevoli», ha spiegato l’amministratore delegato. E Marriott, un gruppo con 14 marchi e 10 miliardi di dollari di fatturato nel 2000, viene giudicato «il partner ideale per assicurare il più alto livello di servizio e know how operativo».
      Ma Trapani non ha convinto la Borsa: a Piazza Affari ieri i titoli Bulgari sono scesi anche del 7,5%, per poi chiudere in ribasso del 5,16% a 11,312 euro, con 9 milioni di azioni passate di mano contro una media degli ultimi trenta giorni di 500 mila pezzi circa. In rialzo di oltre l’1% a 45 dollari, invece, le azioni di Marriott a Wall Street.
Giuliana Ferraino


Economia



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