Building trade union alliances in multinational companies

ESHER (UK) – UNI Europa – Seminario ETUI “
Building trade union alliances in multinational companies”

UNI Europa ha organizzato in collaborazione con ETUI dal 28 al 30 Novembre 2012 un seminario avente come oggetto la costruzione di alleanze sindacali all’interno delle imprese multinazionali. Erano presenti UNI Europa (Nicola Konstantino), ETUI (Jean-Calude Le Duaron) e per i Sindacati rappresentanti di Danimarca, Croazia, Austria, Belgio, Estonia, Lettonia, Slovenia, Malta,Germania, Regno Unito. Per l’Italia Massimo Mensi, Giulia Salvadori, Danilo D’Agostino , Mara Riboni (FILCAMS CGIL) ,Angelo di Cristo (FABI) Lucia Peveri e Bianca Cuciniello (UIL-CA).

Nel sito di ETUI è disponibile una pagina contenente i documenti ed il materiale analizzato nel corso del seminario ( vedi link: fc.runo.se/~jel/unie_mnc2012/ ).

A causa dell’assenza di uno dei relatori l’agenda è stata cambiata rispetto a quanto originariamente indicato.

E’ stata presentata l’attività sindacale e la campagna di solidarietà svolta dai sindacati europei contro i licenziamenti previsti da MMP in UK. La strategia adottata per far fronte alla licenziamento di parte dell’organico dei 39 europei presenti è partita con le attività di consultazione ed informazione svolte nell’ambito del CAE di MMP. Pur avendo appurato che la riduzione di organico era inevitabile stante la perdita di un grosso cliente è stata avviata una campagna di solidarietà in tutti gli stabilimenti di MMP affinchè i lavoratori ottenessero le migliori condizioni di buona uscita e la possibilità, qualora la situazione dell’azienda lo consentisse in futuro , di venir nuovamente reimpiegati da MMP. Si è fatta pressione sui media e sui clienti primari dell’azienda per contrastare tutte le strategie di divisione del fronte sindacale messe in atto da MMP ed ottenere le migliori condizioni possibili.

E’stata quindi affrontata la attività di definizione del nuovo CAE a seguito della fusione delle aziende DS Smith e SCA Packaging , aziende che presentavano all’atto della fusione entrambe un CAE attivo. I due CAE originari erano costituiti in parte da persone espressione della direzione l’azienda ha cercato in tutti i modi di dividere i membri dei CAE esistenti per non consentire la stesura di un accordo secondo la nuova direttiva europea entrata in vigore lo scorso 2011. In questo contesto si è dimostrato come la collaborazione tra membri dei CAE espressione dei sindacati e quindi veri rappresentanti dei lavoratori sia stata utile per raggiungere un documento finale di accordo per la costituzione del CAE. Su questa esperienza la trattativa sull’accordo costitutivo finale del CAE è ancora in corso.

Si è quindi passati alla presentazione da parte di Danilo D’Agostino di FILCAMS delle attività in corso all’interno del CAE Carrefour . In questo CAE, costituito anche da sindacati gialli spagnoli, oltre ad affrontare tutte le tematiche inerenti la situazione economica dell’azienda ed in passato alcune cessioni di attività riguardanti alcuni in paesi europei, è stato possibile effettuare azioni positive oltre i confini europei, quali azioni di sostegno e spinta presso la direzione di Carrefour affinche si costituisse una rappresentanza sindacale attiva ed effettiva in Colombia dopo che i delegati sindacali precedenti erano stati uccisi. Si sta inoltre cercando di costruire una alleanza globale per definire una posizione comune , da far accettare a Carrefour, circa alcuni temi transnazionali come la sicurezza sul luogo di lavoro, la non discriminazione, la parità uomo donna.

Dopo un intervento di Angelo di Cristo (FABI) che ha spiegato il funzionamento del CAE di Unicredit sono state quindi analizzate in gruppi di lavoro le varie esperienze proposte nel corso del seminario inerenti sia le attività dei CAE in società multinazionali . Sono state affrontate tematiche come la riservatezza delle informaizoni ricevute al di fuori del CAE e le figure presenti nei CAE e sulle loro responsabilità/ruoli/limiti Si sono inoltre analizzate le varie strategie possibili adottabili per la ricerca di un consenso tra i membri CAE anche alla luce delle differenze culturali, di linga e con riferimento al fatto che i membri del CAE siano o meno veri rappresentanti dei lavoratori ed affiliati ad un sindacato europeo.

Partendo dall’esperienza maturata da UNI Europa per il settore grafico si è parlato inoltre di come e se sia possibile, seguendo l’esempio del settore Industry All, scrivere delle linee guida comuni per tutti i settori coperti da UNI Europa sul tema degli accordi transnazionali. L’idea di avere un accordo quadro, come avviene per l’accordo Industry All recepito anche dal settore grafico , che possa definire le linee generali e gli ambiti di contrattazione transnazionale, garantire la non regressione rispetto alla legislazione/contrattazione locale preesistente e che possa definire regole per la definizione di quali rappresentanti possano partecipare alla contrattazione transnazionale e di come la maggioranza si calcoli rispetto al numero di partecipanti ed al numero di paesi rappresentati. L’esperienza maturata nel settore grafico in UNI Europa pare un buon punto di partenza per dirimere la questione da affiancare ad un ruolo attivo e propositivo dei sindacati europei rispetto all’intenzione della commissione europea, espressa 4 anni fa, di regolamentare il tema degli accordi transnazionali europei all’interno delle multinazionali. Su questo tema UNI Europa intende dimostrarsi pronta e preparata a fornire delle proposte concrete ed efficaci alla commissione europea in tema di regolamentazione.