Buffetti, per il rilancio alleanze e nuovi negozi

27/02/2002





Mauri: in tre anni i ricavi cresceranno del 42%
Buffetti, per il rilancio alleanze e nuovi negozi
Lello Naso
MILANO – Un’immagine polverosa da ripulire, un posizionamento da riorientare. Per aumentare il fatturato del 42% in tre anni e, soprattutto, raddoppiare la redditività: dal 4 all’8 per cento. Ernesto Mauri, dopo la breve parentesi alla guida di «La 7», da novembre scorso è l’amministratore delegato di Buffetti, l’azienda leader nei settori della modulistica e della cancelleria. Nel 2001, essenzialmente con la vendita di prodotti per l’ufficio, Buffetti ha fatturato 120,8 milioni di euro. «Il Piano triennale approvato dall’azionista – dice Mauri – prevede il riposizionamento strategico dell’azienda: da fornitori di prodotti d’ufficio dobbiamo diventare fornitori di servizi e di soluzioni per migliorare l’efficienza delle piccole e medie imprese e delle attività professionali che sono già lo zoccolo duro della nostra clientela». Per raggiungere l’obiettivo, Mauri individua tre priorità: lo svecchiamento dell’immagine di Buffetti; lo sviluppo di alleanze con fornitori di prodotti e servizi; il potenziamento e la riqualificazione della rete vendita (1.031 negozi in franchising). «Prima di tutto – dice Mauri – bisogna lavorare sull’immagine: al cliente dobbiamo far arrivare il messaggio che Buffetti è una società che fornisce servizi». Il secondo caposaldo sono le alleanze. «Abbiamo già sottoscritto – dice Mauri – alcuni accordi con imprese leader nella fornitura di servizi. Seasoft ci fornirà un software gestionale all’avanguardia per migliorare l’efficienza delle pmi. La Sia ci darà un pacchetto chiavi in mano per mettere a disposizione dei clienti i servizi per la firma digitale. Con il Monte dei Paschi di Siena abbiamo sottoscritto un accordo per la fornitura ai clienti di carte di credito. Printel – la joint venture Ilte-Poste italiane – fornirà ai nostri clienti stampa personalizzata e tutta l’attività di tipografia in senso lato. E abbiamo in dirittura d’arrivo altri accordi per la ricerca di lavoro interinale e la digitalizzazione degli archivi». Il modello di business che emerge vede Buffetti nella posizione di cardine tra i clienti e le imprese che forniscono servizi. «Dobbiamo essere in grado – dice Mauri – di risolvere tutti i problemi dei nostri clienti. Chi entra in un negozio Buffetti deve trovare tutte le soluzioni ai problemi d’impresa. Noi forniremo i servizi attraverso le aziende con cui abbiamo sottoscritto accordi». Diventa così fondamentale la rete di negozi. «Oggi – dice Mauri – il nostro fatturato deriva al 50% dalla rete dei negozi affiliati e al 50% dal libero mercato. L’obiettivo è far crescere in maniera rilevante proprio la quota di mercato che viene dalla rete, quella a maggior valore aggiunto. Lavorando sul libero mercato potremmo aumentare di molto il giro d’affari, ma il nostro obiettivo è far crescere la redditività insieme agli affiliati». Ecco che in quest’ottica diventa fondamentale il potenziamento e la formazione della rete. «A marzo – dice Mauri – faremo un road show in otto città. Poi inizieremo la formazione della rete: Buffetti deve crescere insieme ai negozi. Arriveremo a completare l’operazione in tempi brevissimi». Infine, lo sviluppo delle sinergie di gruppo. Secondo Mauri Buffetti, potrebbe utilizzare risorse comuni con i call center del gruppo Telecom e i venditori di Seat-Pagine gialle. «Gli inserzionisti di Pagine gialle – dice Mauri – sono 700mila. Non è un’ipotesi lontana dalla realtà che i venditori possano lasciare agli inserzionisti depliant e brochure con i servizi disponibili nei negozi Buffetti. Sarebbe un volano molto importante per promuovere l’attività».

Mercoledí 27 Febbraio 2002