Bufera sulla legge anti-articolo 18 il Colle: ancora nessuna decisione

16/03/2010

ROMA – Il Quirinale fa sapere di non avere ancora deciso se promulgherà o meno la legge, l´Italia dei Valori – invitando il Presidente Napolitano a non firmarla – precisa che questa volta spera tanto di non dover ricorrere ad un referendum. La Cgil va avanti nella sua battaglia contro il testo ritenuto incostituzionale e la Cisl, al contrario, s´impegna a fare di tutto per farlo valere.
E´ bufera attorno alla legge anti-articolo 18 (ddl 1167-b). Il provvedimento, già varato dalle Camere, intende far sì che le controversie di lavoro siano discusse non più davanti al giudice, ma davanti ad una figura terza. L´alternativa sarà proposta al lavoratore al momento dell´assunzione. Sulla questione Cisl, Uil e Confindustria hanno già firmato un avviso comune favorevole all´applicazione dell´arbitrato, casi di licenziamento esclusi. La Cgil, che non ha firmato, contesta sia la legge che l´avviso.
Ora appunto la parola passa al Capo dello Stato. Una nota del Quirinale precisa che «E´ priva di fondamento l´indiscrezione di stampa secondo la quale il Presidente della Repubblica avrebbe già assunto un orientamento a proposito della promulgazione del disegno di legge 1167-b approvato dal Parlamento. Il Capo dello Stato, nel rigoroso esercizio delle sue prerogative costituzionali, esamina il merito di questo come di ogni altro provvedimento legislativo con scrupolosa attenzione e nei tempi dovuti; e respinge ogni condizionamento che si tenda a esercitare nei suoi confronti anche attraverso scoop giornalistici». Repubblica, che ieri – pur precisando che una decisione definitiva non era stata presa – aveva parlato di un orientamento del Quirinale a rimandare il testo alle Camere in base all´articolo 74 della Costituzione, conferma le notizie date in base a fonti interne alla presidenza.
Sul caso le polemiche si moltiplicano. Il ministro Sacconi ha detto di aver «apprezzato le precisazioni» del Colle. La Cgil, convinta che un nuovo assunto possa essere facilmente «condotto» alla scelta dell´arbitrato, conferma invece che «questa legge è sbagliata così come sbagliato è l´avviso comune separato». Il segretario confederale Fammoni ribadisce «il giudizio di incostituzionalità peraltro confermato da costituzionalisti e avvocati». Ieri, alla lista dei giuristi e giuslavoristi contrari al testo, si è aggiunto Gaetano Azzariti, docente di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma che ha espresso «altissimi dubbi sulla norma relativa all´arbitrato». Anche dall´opposizione, Pd e Idv si schierano contro. Per Damiano e Berretta del Pd è «necessaria una revisione risolutiva del testo». L´Italia dei Valori «è pronta al referendum abrogativo che però, questa volta, ci piacerebbe tanto evitare». Restano ferme sulla loro posizione la Cisl che promette «un impegno molto alto per applicare l´avviso» e la Uil secondo la quale «la questione dell´arbitrato non riguarda l´articolo 18» .