Bufera sui conti in Parlamento. Slittano pensioni e tagli alle tasse

13/07/2001

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Bufera sui conti in Parlamento
Slittano pensioni e tagli alle tasse

L’Ulivo: Tremonti imbroglia le carte perché non è in grado di rispettare le promesse elettorali

ROBERTO PETRINI


ROMA – Tremonti giustifica lo spot sul «buco» al «Tg1», ridimensiona parzialmente i toni dell’allarme, annuncia interventi correttivi, rilancia le accuse al precedente governo di centrosinistra che, compatto e tonico, replica con durezza estrema. Una giornata campale quella del neo ministro dell’Economia, cominciata all’Assonime, proseguita in un’aula della Camera affollata e tesa, conclusa alle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato. Rivolto verso le opposizioni, schierate al gran completo, da Visco, a D’Alema, a Fassino a Enrico Letta, ha puntato l’indice contro il vecchio governo: «Dovete spiegare agli italiani perché la vostra stima del deficit si è raddoppiata, è curioso che chi ha fatto il buco non senta il bisogno di chiedere scusa», ha sibilato in aula.
L’effettobuco comincia a farsi sentire: la sorpresa è venuta dal vertice di ieri a Palazzo Chigi con le organizzazioni del lavoro autonomo (Cna, Cida e Cia) che hanno riferito che il governo è pronto a far slittare il promesso aumento delle pensioni minime di un milione (si pensa a due scaglioni) e i tagli alle tasse.
Tornando alla seduta della Camera, le opposizioni hanno reagito duramente. «Tremonti imbroglia le carte in modo pericoloso, il buco denunciato è artificiale, serve soltanto perché il governo non è in grado di mantenere le promesse e perché la Tremontibis non ha copertura», ha detto Piero Fassino dai banchi dei Ds. Per la Margherita ha usato toni di fuoco Enrico Letta: «Complimenti – ha detto – in un sol colpo, lei si è messo contro il commissario europeo, ha ricompattato i sindacati contro il governo e ha fatto sì che la Borsa scendesse del 2 per cento. Non siete diversi dal ‘94: si riaprono le speranze per l’opposizione».
Il ministro dell’Economia, dopo una turbolenta seduta nelle commissioni Bilancio e Finanze, ha controreplicato: «Il centrosinistra è alla disperazione, non si rassegna ad ammettere le proprie responsabilità sul buco».
Tremonti ha comunque ridimensionato i toni dell’allarme: «Non è affatto detto che si vada al 2,6 per cento ma è assolutamente certo che siamo con un tendenziale all’1,9 per cento nel rapporto deficitpil del 2001», ha detto. Di conseguenza «bisogna intervenire», «frenare la meccanica del fabbisogno gestendo la cassa», «abbattere l’indebitamento e frenare il tendenziale». In questo modo, ha spiegato Tremonti, il debordo «a fine anno potrebbe scendere a 10 mila miliardi», cioè si totalizzerebe l’1,4 per cento di deficitpil.
Resta da vedere come si agirà sui conti pubblici. Tremonti ha ripetuto che «gli interventi non possono essere di macelleria sociale o aumenti delle tasse», perché con una finestra temporale di quattrocinque mesi «avrebbero effetti depressivi». La ricetta di Tremonti è agire sulla cassa, privatizzare e aumentare le vendite immobiliari da parte dello Stato ricorrendo a nuovi veicoli. «Abbiamo un grande debito ma anche un grande patrimonio», ha detto.