Bruxelles richiama Tremonti: “Dpef, un piano incompleto”

26/07/2001

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Bruxelles richiama Tremonti
"Dpef, un piano incompleto"

Fmi: faremo noi chiarezza. Il ministro: starò ai patti
Deficit nel mirino: Solbes scrive al Tesoro e chiede più dati sugli interventi. Vertice con gli esperti Usa

ELENA POLIDORI


ROMA – L’Italia economica sotto i riflettori internazionali. Unione europea e Fondo monetario vogliono sapere di più dei conti pubblici, vogliono capire come farà il governo a rispettare i target Ue, vogliono essere certi che si faranno le riforme strutturali, a cominciare da sanità e pensioni.
"Caro ministro, allo scopo di poter fare una valutazione più approfondita della politica economica del governo e della situazione del deficit…». Così Pedro Solbes, in un fax inviato giusto ieri a Giulio Tremonti, chiede più informazioni sugli obiettivi di bilancio. I «miei servizi», così chiama lo stuolo di tecnici Ue impegnati sul versante dei conti pubblici, vorrebbero dati e notizie ulteriori «sulle ipotesi sottostanti agli scenari contenuti nel Dpef».
«Fare chiarezza»: questa la parola d’ordine del Fmi che sta cercando anzitutto di raccapezzarsi nel ginepraio di cifre sul deficitpil di quest’anno. Maxwell Watson, il capo missione del Fondo e Tremonti sono stati ieri a colloquio per un’ora e mezzo. Il ministro ha illustrato nei dettagli il piano dei 100 giorni e il Dpef, mostrando l’amato «tabellone» con tutte le misure. L’economista ha ascoltato, formulando una raffica di domande del tipo: come farete a ridurre le tasse mentenendo gli equilibri di bilancio? E la riforma delle pensioni, quando si farà? come intende il governo contenere la spesa sanitaria? come procede il programma privatizzazioni? Il suo responso lo metterà per iscritto il 3 agosto, nella consueta lettera di raccomandazioni alle autorità italiane, scritta dopo aver incontrato il gotha dell’economia.
Ad entrambi Tremonti ha indirettamente risposto con una nota per assicurare massimo impegno su spesa e deficit. Ha detto che il governo bloccherà la crescita del fabbisogno di cassa e, contemporaneamente spingerà il rapporto deficitpil verso gli obiettivi europei, cioè verso quella quota dello 0,8% che tanto preoccupa Solbes. Ha assicurato che la riforma delle pensioni si farà dopo la verifica con i sindacati, a settembre. Ha spiegato per filo e per segno tutte le misure sulla liberalizzazione dell’età pensionabile, sullo sviluppo dei fondi pensione, sulle dismissioni, sull’emersione del sommerso. E’ probabile che Tremonti invii a Solbes una lettera. E’ sicuro che incontrerà Watson di nuovo, il 3 agosto.
Italia in osservazione. La contemporaneità delle richieste Ue e della missione Fmi, peraltro tradizionale, è solo casuale. Però è comunque il segno che gli osservatori esteri vogliono conoscere meglio il nuovo governo, i suoi impegni, le sue promesse. Watson per la verità è amico di vecchia data del viceministro Vito Tanzi, suo ex collega al Fondo per anni e anni. Il quale, a proposito dell’aumento della spesa previdenziale ha spiegato che il problema non è l’invecchiamento della popolazione ma «le leggi esistenti e le aspettative di vita che sono cambiate». Di sicuro Watson, disorientato da tutte queste previsioni, comprensibilmente rivolge una raffica di domande, girando anche a Tremonti il suo celebre «questionario»: cento e più interrogativi che spaziano dalla congiuntura alla finanza pubblica, ai rapporti con le parti sociali. Per la cronaca: Cgil e Uil non vogliono incontrare gli esperti del Fondo. Entrambi polemicamente accusano i membri della missione di non aver mai voluto prendere in considerazione le loro ragioni, i loro consigli specie in termini di sviluppo e innovazione.

Solbes, nel suo fax a Tremonti, scrive anche testaualmente: «Ho apprezzato ferma volontà del governo di conseguire gli obiettivi del piano di stabilità per l’anno e il pareggio di bilancio entro il 2003».