Brunetta insulta i precari. I giovani Pdl: «Vada via»

16/06/2011

Mancato premio Nobel per passione politica (così ha detto di se stesso al Otto e mezzo), il ministro dell’Amministrazione digitale è caduto (sempre a suo dire) nella Rete. Martedì pomeriggio ha prima invitato sul palco, al Macro di Roma, ad un convegno sull’innovazione, una signora che aveva chiesto di intervenire. Poi, sentito che l’intervento era a nome dei precari, ha girato le spalle dichiarando alle telecamere «è l’Italia peggiore ». Ieri, dopo aver proclamato «rifarei tutto, ridirei tutto», prova in realtà a correggere il tiro: «L’Italia peggiore è quella di chi irrompe nei convegni e con la telecamerina e blocca i lavori. La rete usata come un manganello mediatico». È stato, afferma, insultato e aggredito. Ma, qualcuno lo nota nei blog, «questi non hanno capito come funziona la Rete», che infatti, lo smentisce in diretta. A cominciare dai siti amici, come quello dei giovani del Carroccio. Nel sito ufficiale del movimento, i Padani junior hanno postato i due video: quello del «Siete la peggiore Italia», e quello in cui il ministro spiega di aver reagito agli insulti. I due filmati sono chiarissimi, quella di Brunetta non è stata la reazione a delle contestazioni. E i giovani padani chiosano con sarcasmo: «’Sto qua ciocca come un lama’ (parla a vanvera)», «pazzesco, non so con che faccia possa girare per le strade ». Nella categoria dei manganellatori mediatici, il ministro d’ora in poi dovrà mettere anche i giovani del Pdl che si sfogano sullo «spazio azzurro» sono stanchi del ministro, «autogol vivente e costante». Mauro: «Brunetta dimettiti subito. È inammissibile insultare i precari, non è da Stato civile». Un altro si rivolge a Brunetta e osserva: «La parte peggiore dell’Italia ti paga lo stipendio ». La rabbia emerge da tanti messaggi: «Vergogna! Vergogna! Indecente di un indecente…comesi fa a rivolgersi a precari, gente che non sa se domani lavora, e dirgli che sonola peggior cosa del Paese?». Federico: «Sonoun elettore del centrodestra e purtroppo precario, sono rimasto molto deluso dalle parole del ministro Brunetta: capisco che ci sono dei provocatori, ma le parole pesano ». In molti chiedono dimissioni e pulizia, «Con Brunetta, La Russa e Santanché perdiamo voti». Pier Luigi Bersani sottolinea «il divorzio del governo dal paese» e Rosy Bindi: «Basta con chi non conosce il proprio paese e se parla di lavoro per i giovani pensa solo alla raccolta delle mele», perché anche questo c’è stato, a la 7 Brunetta emula l’altro ministro di provenienza socialista Maurizio Sacconi: «Basta con la retorica del precariato, 4 milioni di stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare. Se si vuole lavorare si vada alle 5 di mattina ai mercati generali a scaricare le cassette ». Gli operai che hanno fatto studiare i figli si devono rassegnare, per loro non ci sarà posto nei lavori qualificati. Commenta Bobo Craxi: «Meno male che non ha più la tessera del Psi». E Achille Passoni (ex sindacalista e senatore Pd): «Sacconi e Brunetta, un duo di ministri disastroso, pronti a mettere i lavoratori gli uni contro gli altri». La Cgil, con Michele Gentile, snocciola le cifre del divorzio del ministro dal paese: 240 mila contratti precari nella P.A che si dimezzeranno entro l’anno, per effetto dei tagli della manovra economica 2010. Oltre 200 mila nel mondo della scuola, in attesa di un piano di assunzioni sbandierato dal governo ma del quale si sono perse le tracce». Calcola Gentile che «il taglio del 50% sul lavoro precario produrrà disoccupazione e chiusura di servizi: tutto per risparmiare100milioni di euro l’ anno, mentre si confermano ingenti e discrezionali spese superflue». Oggi alle 18 il sit in dei precari di fronte al ministero