Brogli: Indagati Deaglio e Cremagnani

29/11/2006
    mercoled� 29 novembre 2006

    Pagina 7 – Interni

    �Notizie false�
    Indagati Deaglio e Cremagnani

      Il direttore di Diario: accuse da anni 60
      Pisanu: si vergogni chi gli ha dato credito

        di Andrea Carugati / Roma

        ENTRANO TESTIMONI escono indagati. Una brutta sorpresa ieri per Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, autori dell’ormai famoso dvd sui presunti brogli informatici la notte delle elezioni di aprile. Arrivati in procura a Roma per �fornire elementi utili all’inchiesta�, dopo un lungo interrogatorio con i Pm Salvatore Vitello e Francesca Loy si sono ritrovati con l’accusa di �diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico� secondo l’articolo 656 del codice penale. Una doccia fredda per il direttore di Diario, cui i pm hanno contestato, racconta lui stesso, di non aver chiarito nel documentario �che � la Corte di Cassazione a proclamare il risultato delle elezioni, e che questo avviene sulla base di documenti cartacei, dunque non ci pu� essere una manipolazione informatica�. �Lei dovrebbe sapere queste cose�, hanno detto i pm a Deaglio, che a sua volta ha ribattuto che �il mio film si occupa della notte dello spoglio, non della conta ad opera delle Corti e d’Appello e poi della Cassazione�. �Adesso la sua posizione cambia,da testimone a indagato�, hanno poi annunciato i pm a Deaglio, racconta sempre l’interessato. Cui � stata contestata anche la tesi del libro anonimo �Il broglio�, venduto da Diario col dvd, sulla cui quarta di copertina c’� scritto che le elezioni non sono state regolari. �Surreale�, commenta Deaglio all’uscita, �Lo sento come una sbarramento al giornalismo d’inchiesta, mi sembra un’accusa da anni 60�. Ora per Deaglio � prevista una nuova visita in procura, ma questa volta accompagnato dal suo legale, Caterina Malavenda. I due autori del dvd �Uccidete la democrazia!� rischiano, se condannati, l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 307 euro. Eppure Deaglio e Cremagnani erano arrivati in procura con tutt’altro stato d’animo: fornire ulteriori elementi, in particolare per quanto riguarda alcune presunte incongruenze in Puglia e altre 48mila schede contestate. Niente da fare.

        Immediato l’attacco del centrodestra al giornalista. �La magistratura non poteva non dire che Deaglio ha commesso un reato�, dice Silvio Berlusconi. Che tuttavia chiede �il riconteggio di tutte le schede, perch� 150mila non tornano�. �Spero che tutti coloro che hanno dato credito a questa ignobile iniziativa, compresi purtroppo alcuni avversari politici, trovino il tempo e il modo di vergognarsene�, dice l’ex ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, tra i principali accusati dal dvd di Deaglio. Dal centrosinistra si levano voci pi� prudenti: �Resta da stabilire cosa accadde quella notte�, dice il capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio. �La magistratura faccia il suo corso, ma le domande su quella notte rimangono tutte�, gli fa eco Dorina Bianchi della Margherita.

        E cos�, mentre il filone di inchiesta sui presunti brogli si avvia verso l’archiviazione, la giunta per le elezioni del Senato, su richiesta dell’opposizione, si prepara a effettuare controlli approfonditi sulle schede elettorali, in particolare quelle delle Regioni dove la differenza tra i due schieramenti � minima. E l’omonima della giunta della Camera domani voter� la proposta del presidente Donato Bruno (Fi) di istituire un Comitato di verifica sulle schede bianche e nulle. �La teoria sballata di Deaglio si poteva chiarire in 5 minuti, invece media e politica hanno lasciato in piedi i sospetti e confuso l’opinione pubblica�, dice Roberto D’Alimonte, docente di Sistema politico italiano a Firenze e tra i primi esperti a smontare nei giorni scorsi la tesi di Diario. �Bastava ricordare i fatti certi. Il primo � che il ministero dell’Interno non conta nulla nello spoglio, si limita solo a comunicare dati provvisori. La proclamazione dei risultati � affidata alla magistratura. Va poi detto che tra i numeri dei voti validi del Viminale, quelli della Cassazione e quelli gi� elaborati da Camera e Senato le differenze sono esigue, poche decine di voti�. Per D’Alimonte anche l’altro pilastro della tesi di Deaglio, il numero di bianche omogeneo in tutto il territorio nazionale tra l’1 e il 2%, �non sta in piedi�. �Anche nel 2006 le bianche sono state maggiori nelle regioni del Sud, come accadde nel 2001, dunque � falso che non ci sia pi� stata varianza territoriale�. Perch� dunque il calo delle bianche? �Per il sistema elettorale proporzionale che consente maggiore possibilit� di scelta all’elettore: non a caso il dato del 2006 � assai pi� vicino a quello del 1992 (ultima elezione col proporzionale, ndr) che a quello del 2001�. Conclusione di D’Alimonte: �Non ci si pu� fare pubblicit� a scapito della delegittimazione del processo democratico�.