Briefing, preghiere e tanta tv

02/04/2003

             
            MERCOLEDÌ, 02 APRILE 2003
             
            Pagina 11 – Esteri
             
            IL PRESIDENTE
             
            Briefing, preghiere e tanta tv
            la giornata del comandante Bush
             
             
             
            Il capo del suo staff filtra le richieste, tutti gli incontri hanno ormai un unico argomento: l´andamento del conflitto in Iraq
            Non è un esperto militare, sta ricevendo una "educazione sul campo" dal ministro della Difesa e dal capo di Stato maggiore
            Alle sei del mattino telefona sempre il Consigliere per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice
            Appena alzato legge i giornali e accende la tv
            La prima riunione è con gli esperti dell´intelligence
             
            FRANCESCA CAFERRI

            Teso, preoccupato, furioso con i giornalisti che esprimono dubbi sulla strategia del Pentagono per l´attacco all´Iraq. È questo il presidente Bush che i suoi collaboratori raccontano: un uomo sottoposto a una fortissima pressione, che però in pubblico fa di tutto per dare di sé l´immagine del comandante in capo sicuro di sé e determinato.
            Il Bush che delegava gran parte del lavoro quotidiano ai suoi collaboratori, raccontava ieri il quotidiano Usa Today citando fonti dello staff del presidente, nelle ultime settimane ha lasciato spazio a al presidente che vuole avere tutta la situazione sotto controllo, e per questo organizza le sue giornate secondo una disciplina militare: i briefing con la cerchia più ristretta dei collaboratori si sono intensificati, lo spazio per gli altri è ridotto, la lettura dei giornali e la visione dei telegiornali sono diventati un impegno fisso. E più pressante è diventato il bisogno di avere vicino il consigliere più fidato, la moglie Laura, cui il presidente ha chiesto di non allontanarsi mai troppo dalla Casa Bianca.
            La giornata
            Si apre alle sei del mattino, con la telefonata del consigliere per la Sicurezza nazionale Condoleezza Rice, che informa il presidente degli sviluppi notturni della campagna in Iraq. Subito dopo Bush, senza aspettare come faceva prima la rassegna stampa preparata dai collaboratori, legge i principali quotidiani e si sintonizza sui telegiornali, per sondare gli umori del paese. Alle otto in punto è in agenda la riunione con i vertici dell´intelligence, cui segue la seduta del Consiglio di sicurezza nazionale: poi Bush incontra a quattr´occhi il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, per la prima delle loro conversazioni quotidiane. La giornata segue poi il ritmo degli impegni consueti, interrotti dalle telefonate e dagli aggiornamenti continui sulla situazione nel Golfo.
            Le riunioni
            In queste condizioni l´accesso al presidente, già difficile in tempi normali, è diventata quasi impossibile per chi non sia coinvolto direttamente nella gestione della crisi. «Hai davvero bisogno di vederlo o vuoi solo vederlo?», è, come racconta Usa Today, la domanda che il capo dello staff Andy Card fa a tutti quelli che gli chiedono un appuntamento nello studio ovale. Il risultato è che la maggior parte degli incontri che coinvolgono direttamente il presidente hanno ormai un unico tema, la guerra: e che Bush, che un esperto militare non è mai stato, sta ricevendo una vera e propria "educazione sul campo" da Rumsfeld e dal capo di Stato maggiore, generale Myers. Alle riunioni partecipa anche il segretario di Stato Colin Powell: il suo parere, benché spesso divergente da quello dei militari che guidano la guerra, è tenuto in alta considerazione alla Casa Bianca visto il suo passato di generale.
            I media
            I dubbi e le critiche che i media americani e i loro esperti stanno avanzando sulla strategia americana proprio non piacciono al presidente, ha raccontato al quotidiano una "gola profonda" della Casa Bianca. Ma il comandante in capo ha deciso di non rispondere alle osservazioni degli ex militari che dagli schermi delle tv commentano la guerra, mandando avanti Franks e Rumsfled. Per ora si è limitato a far sapere al generale William Wallace, che comanda le truppe di terra in Iraq, di essere stato «irritato» quando ha detto davanti ai microfoni che la resistenza irachena e le tempeste di sabbia avrebbero rallentato la guerra.
            La vita privata
            Per quanto compatibile con la situazione di emergenze, Bush salvaguarda la vita privata: come sempre prega tutti i giorni, ma ora con maggiore intensità. «Sente che deve rispondere a una chiamata dall´alto: sente che è chiamato a proteggere e difendere la libertà», ha detto più volte il segretario al Commercio Don Evans, stretto amico del presidente. Quando gli riesce, il presidente esce a fare jogging: nelle ultime settimane ha eliminato i dolci dopo che era ingrassato e i suoi tempi erano peggiorati, e così è riuscito a tornare al suo tempo medio: 7,5 minuti per miglio. In alternativa, fa esercizi in palestra o corre su un tapisroulant. Parla spesso al telefono con il padre, l´ex presidente Bush sr., e quando può, vede qualche amico. La sera come ha sempre fatto va a dormire alle dieci: al suo fianco c´è sempre Laura, l´insostituibile consigliere a cui ha chiesto di limitare gli spostamenti. Mai come ora alla Casa Bianca c´è bisogno di lei.