Brianza. Tragedia sfiorata tra vigilantes

27/05/2002









Tragedia sfiorata tra vigilantes
 
È andato a fare il prelievo alla cassa dell’Oviesse con il colpo in canna nella pistola d’ordinanza. Ma mentre il collega metteva il denaro nel sacco, probabilmente perché stanco, visto che lavorava ininterrottamente dalla mattina alle 6, ha toccato il grilletto ed è partito il proiettile, che è passato a soli due centimetri dal collega. C’è mancato poco, insomma, che l’uccidesse.
Un incidente che costerà molto caro a Giuseppe P., guardia giurata addetta al trasporto valori. Contro di lui, l’Istituto Fidelitas per cui presta servizio, ha avviato un procedimento disciplinare che potrebbe portare a pesanti provvedimenti punitivi. Quanto al collega, se l’è cavata solo con un grosso spavento. Si è visto passare il proiettile sotto il naso e quando si è girato allibito verso l’involontario sparatore, era bianco cadaverico. Il grave episodio è avvenuto qualche giorno fa in via Paolo Sarpi, davanti a centinaia di passanti che a quell’ora affollavano la principale strada della Chinatown milanese.
Giuseppe P. e il suo collega sono giunti con il furgone blindato. Giunti all’altezza della Oviesse, sono scesi per fare il prelievo dalla cassa. Subito dopo sarebbero passati anche alla Standa, che è lì vicina, per fare la stessa cosa.
La guardia giurata, però, poco prima di scendere dal furgone, ha fatto qualcosa che non è prevista dal regolamento: ha messo il colpo in canna. Quel tipo di precauzione, infatti, è giustificata solo in caso di pericolo di vita. Ma la guardia giurata, probabilmente perché stressata da tante ore di lavoro o forse perché ha creduto di ravvisare davvero qualche pericolo, ha ignorato buon senso e regolamento e con la pistola d’ordinanza carica si è avviato verso l’Oviesse. Giunto alla cassa, ha però urtato il grilletto ed è partito il colpo che quasi uccideva il collega.
«Siamo alle solite – dice Lorenzo Infante, 45 anni, funzionario della Filcams-Cgil, il sindacato delle guardie giurate – ci sono guardie giurate che eccedono nelle prestazioni straordinarie e poi succedono gli incidenti. È chiaro che, dopo 12 ore di lavoro, lucidità mentale e capacità di reazione vengono meno e a quel punto è facile commettere qualche leggerezza. Quanto al fatto di mettere il colpo in canna, il regolamento non prescrive nulla di preciso. Ognuno si dovrebbe regolare secondo il buon senso. Ma sì sa che, in condizioni di stress da super lavoro, il buon senso può andare a farsi benedire».