Bri: «Previdenza insostenibile, fate le riforme»

25/06/2007
    lunedì 25 giugno 2004

    Pagina 9 – Economi

      "Previdenza insostenibile, fate le riforme"

        L´allarme dei banchieri centrali: in Italia debito ostinatamente alto

        ELENA POLIDORI

        ROMA – Alla vigilia dell´incontro con le parti sociali, arriva anche il monito dei banchieri centrali che siedono nella Bri, la Banca dei Regolamenti internazionali di Basilea. Dicono: attenzione, i sistemi pensionistici vanno riformati, altrimenti i conti sono a rischio. E spiegano: in paesi come l´Italia, sulle cui spalle grava un debito pubblico «ostinatamente alto», l´invecchiamento della popolazione «si traduce in un aumento del numero dei pensionati». Per mantenere gli attuali livelli delle prestazioni pensionistiche e sanitarie, la spesa totale connessa con questo fenomeno dovrebbe aumentare «considerevolmente» nei prossimi quattro decenni. E allora, delle due l´una: o sale anche l´imposizione fiscale, oppure se si decidesse di finanziare questa spesa «addizionale» con l´indebitamento, il moloch del debito già «particolarmente preoccupante» potrebbe seguire «una spirale al rialzo».

        Come sempre la Bri parla a tutti. Come sempre si preoccupa del risanamento delle finanze pubbliche, che «rimane un traguardo distante per la maggior parte dei paesi industriali avanzati». Ma stavolta, sul capitolo pensioni, c´è un esplicito riferimento all´Italia e al Giappone, menzionati proprio per l´andamento della spesa previdenziale. Qui, più che altrove, le minori imposte di cui hanno giovato le famiglie e l´aumento degli esborsi della previdenza sociale sono secondo la Bri un mix che non può durare alla luce dell´invecchiamento della popolazione.

        Nel caso dell´Italia, ci sono anche un «focus» specifico sui conti pubblici e uno sulle banche. E dunque, nell´ordine: bene il deficit, che quest´anno tornerà sotto il 3% rispetto al Pil, attestandosi al 2,5%, un po´ sopra le stime del 2,3% previste dal governo, ma ben due punti percentuali in meno rispetto al 4,5% del 2006. Male il debito pubblico «ostinatamente alto», appunto, «malgrado i bassi tassi di interesse». Bene anche l´evoluzione del sistema bancario nazionale, oggi curata dal governatore Mario Draghi, presente a Basilea: il suo consolidamento è stato favorito «dalla rimozione di ostacoli effettivi e presunti alle fusioni societarie», contribuendo così anche alla «performance delle azioni bancarie». Segue un significativo dato sul fronte delle fusioni e acquisizioni non solo nel settore bancario: complessivamente nel 2006 hanno totalizzato 4,1 trilioni di dollari di operazioni (il valore più alto dal 2000), di cui 1,2 trilioni in Europa (+52%).

        Nella visione dei banchieri Bri, quest´anno l´economia mondiale continuerà ad espandersi, in modo meno vigoroso rispetto al 2006, ma pur sempre un ritmo superiore al 4% e in modo più equilibrato. Rimangono alcuni rischi, fra cui un rallentamento più pronunciato degli Usa (anche a causa dell´andamento del mercato immobiliare), gli squilibri di parte corrente, le pressioni inflazionistiche, il caro petrolio. Per questo la politica monetaria non deve essere ostacolata «da freni riguardanti l´apprezzamento dei cambi».

        Nelle 250 pagine di rapporto c´è anche un generale allarme mutui: a livello globale, le famiglie faticano a pagare la rata, aumentano i morosi. Molto dipende anche dall´evoluzione del costo del denaro: i mercati si aspettano altri rialzi da parte della Bce.