Brescia: la Cgil si divide sul nuovo segretario

18/07/2007
    mercoledì 18 luglio 2007

      Pagina 16 – Economia

        Scontro a Brescia
        la Cgil si divide
        sul nuovo segretario

          L’ala moderata prevale sui “duri” storici
          L’ex leader Greco: «Una svolta brutale»

            di Giampiero Rossi/ Milano

            POLEMICA Il «fatto» in sé sarebbe molto semplice da raccontare: alla Camera del lavoro di Brescia c’è stato un avvicendamento per scadenza statutaria del segretario generale Dino Greco. Al suo posto è subentrato Marco Fenaroli, leader dello Spi bresciano. Ma le vicende sindacali sono spesso più complicate di quel che appaiono. E nella seconda città lombarda, un pezzo di storia particolare del movimento sindacale, questo passaggio comporta un intreccio politico tutt’altro che banale.

            Il cambio della guardia alla segreteria, infatti, sembra destinato a segnare una svolta di indirizzo politico della Cgil bresciana. E ciò sta generando una polemica infuocata. Dino Greco, infatti, una volta preso atto dell’esito del voto che ha visto prevalere Marco Fenaroli con 58 voti contro i 36 di Graziano Fracassi, non esita a parlare di «normalizzazione» e di «ribaltone». Perché? «Perché esistono storie politiche e personali, idee di contrattazione diverse in contesti diversi – spiega il segretario uscente – che non si possono cancellare da un giorno all’altro». E la Cgil di Brescia, in effetti, rappresenta storicamente un qualcosa di molto peculiare all’interno della galassia del più grande sindacato italiano. E il voto che ha sancito l’elezione di Fenaroli alla guida della Camera del lavoro rappresenterebbe, secondo Greco, una «svolta brutalmente liquidatoria» di questa esperienza che aveva puntato decisamente sulla traduzione dell’iniziativa sindacale ina battaglia politica e sociale che nelle fabbriche e nelle città del nord avrebbe – almeno nelle intenzioni – rappresentato l’unico anticorpo a una progressiva «spoliticiazzazione dei lavoratori» e – sempre parole di Greco – alla tendenza «all’aziendalizzazione della contrattazione» e adesso addirittura a una «terrificante epurazione politica» ai vertici del sindacato. E a spostare gli equilibri che da tempo tenevano la barra della Cgil bresciana su questa rotta sarebbe stato, secondo il segretario uscente, «il gruppo dirigente della Fiom», che presentado un prprio candidato ha sottratto voti decisivi che hanno favorito la vittoria della componente moderata.

            Il neo eletto segretario, però, offre una lettura diversa della vicenda che ha portato al nuovo quadro politico: «Vengo dall’area migliorista del Pci, ma negli ultimi due congressi mi sono trovato prima nel correntone e oggi nella Sinistra democratica di Fabio Mussi – precisa Marco Fenaroli – lavoro con la Cgil di Brescia da vent’anni e abbiamo sempre cercato di lavorare unitariamente sebbene le posizioni di partenza fossero distinte. Infatti a Dino ho detto che secondo me sbaglia a buttare via questo patrimonio che comunque è condiviso». Quanto all’indirizzo politico, Fenaroli dice: «Non siamo la Toscana o l’Emilia, semmai assomigliamo molto di più al Veneto, non è così scontato dare sbocco politico alle lotte sociali, e comunque io stesso con lo Spi l’ho fatto, attraverso tanti accordi su nodi sociali a livello territoriale». Insomma, una lettura diametralmente opposta. ma adesso che succederà alla Cgil di Brescia? «La battaglia sarà solo politica», assicura Greco, che adesso è «un quadro a disposizione del sindacato». E Fenaroli aggiunge. «Saranno i problemi veri a sormontare le polemiche».