Brescia. Commercio, doppia partita

17/11/2004

    Mercoledì 17 Novembre 2004

      I sindacati puntano a estendere gli accordi aziendali. Lavoro domenicale: «Serve una contrattazione vera»

        Commercio, doppia partita

      Contrattazione territoriale, apertura domenicale dei negozi: sono i temi sui quali le organizzazioni sindacali del commercio, unitariamente, si preparano al confronto con datori di lavoro e Comune di Brescia. «Fermo il valore insostituibile dell’accordo nazionale che ha riscosso in oltre 100 assemblee unitarie il 90% di pareri favorevoli – ha spiegato il segretario della Filcams-Cgil, Pierluigi Cetti – riteniamo necessario estendere la contrattazione di secondo livello a una platea più ampia di quella attuale. Oggi, solo il 10%, circa 6000 lavoratori bresciani del settore, possono contare su un livello aziendale. Quelli esistenti, sono contratti validi in singole realtà e applicati esclusivamente nelle grandi catene distributive. La nostra idea, come d’altronde prevede anche il contratto nazionale, è di estenderla a tutte le aziende con meno di 30 dipendenti, quindi la totalità dei dipendenti del commercio».

      Temporalmente più vicino l’impegno delle tre organizzazioni sindacali con il Comune di Brescia: il 23 novembre si confronteranno per discutere sull’apertura domenicale dei negozi. «Siamo già in ritardo – ha precisato Oscar Turati, leader della Fisascat-Cisl -: la discussione si sarebbe dovuta inserire in un progetto più ampio, di medio-lungo termine. Non possiamo accettare l’equazione mostra di Monet – botteghe aperte». Da sempre – ha aggiunto Cetti – «siamo contro il lavoro domenicale e contro la proposta del Comune di aumentare da 8 a 9 le aperture festive. Con la delibera per "trasformare" Brescia in città d’arte si apre la possibilità di un’apertura tutto l’anno».

      Dall’incontro con il Comune, «ci attendiamo una contrattazione vera sugli orari – ha ribadito Roberto Maestrelli della Uiltucs-Uil -: l’Amministrazione guidata dal sindaco, Paolo Corsini, deve dare risposte concrete perché quello che è in gioco non è solo una questione contrattuale, ma la qualità della vita di migliaia di lavoratori».

      Sul tappeto, dopo aver chiuso con Ascom un importante accordo di sostegno al reddito per lavoratori e imprese («a giorni chiuderemo anche con Confesercenti», hanno anticipato i sindacati), restano le questioni riguardanti il settore delle pulizie e delle mense. «Dobbiamo definire un protocollo di intesa con gli enti pubblici – ha concluso Cetti – per evitare che nuovi appalti o i rinnovi per la fornitura di questi servizi, siano eccessivamente al ribasso penalizzando i lavoratori. Sono sempre loro i primi ad essere "tagliati" tra i costi delle aziende».

    Roberto Giulietti