Botta e risposta tra Enasarco e Cisal

31/03/2005

    giovedì 31 marzo 2005

    pagina 40

    Il segretario della Confederazione, Cavallaro, ribatte al presidente della fondazione, Porreca.
    Botta e risposta tra Enasarco e Cisal
    La contesa nasce dall’affidamento del patrimonio immobiliare

    di Vincenzo Lucarelli

      Monta la polemica intorno alla fondazione Enasarco. Motivi del contendere restano le modalità di rinnovo degli amministratori e la gara relativa all’affidamento all’esterno del patrimonio immobiliare della Cassa previdenziale degli agenti e rappresentanti di commercio.

      La Cisal, Confederazione italiana dei sindacati autonomi dei lavoratori, è stata chiamata in causa dal presidente della fondazione Enasarco, Donato Porreca, che, attraverso un articolo pubblicato sul notiziario istituzionale, ha criticato pesantemente la Federagenti (Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio), la Fialp (Federazione dei lavoratori del pubblico e delle Casse privatizzate) e il Sai (Sindacato autonomo inquilini). Queste associazioni, tutte aderenti alla Cisal, starebbero infatti, a suo dire, orchestrando una campagna di stampa finalizzata a sminuire i risultati e l’attività del consiglio di amministrazione dell’ente, con l’obiettivo di ritagliarsi un ruolo che in realtà nei fatti e nei numeri non avrebbero.

        Interrogato sull’argomento, il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, si è così espresso: ´Le dichiarazioni del presidente della fondazione sono del tutto prive di fondamento in quanto la Federagenti è stata riconosciuta dal ministero del lavoro quale una delle otto organizzazioni maggiormente rappresentative e ha pieno titolo a partecipare alla gestione dell’Enasarco, tant’è vero che è presente negli organi collegiali con un componente nominato, proprio da Porreca, supplente nel collegio sindacale’.

          Ma allora perché questa presa di posizione? ´In effetti’, ha risposto Cavallaro, ´le parole di Porreca pongono molti interrogativi, soprattutto se rapportate alla battaglia di trasparenza, buon governo e rispetto delle regole democratiche che le associazioni della Cisal da anni conducono sulla gestione dell’Enasarco e, da ultimo, sulle modalità della gara che la fondazione ha bandito per affidare in gestione a società esterne il proprio patrimonio immobiliare, che ammonta a circa 3.000.500.000 euro, con l’obiettivo di trasformare il mattone in finanza e di venderne una grossa parte. Un’operazione’, ha continuato Cavallaro, ´che riguarda oltre 18 mila inquilini e relative famiglie, oltre 300 dipendenti tra portieri e pulitori, nonché, per aspetti diversi, ma di pari importanza, oltre 400 mila agenti e rappresentanti di commercio, fra attivi e pensionati, per i quali gli immobili dell’ente hanno fino a oggi svolto la funzione di garantire il pagamento delle pensioni, nonché il passaggio dell’Enasarco da ente pubblico a fondazione di diritto privato. Forse gli articoli pubblicati sull’argomento da ItaliaOggi, da L’Espresso e da Panorama, nonché i comunicati e i notiziari della Federagenti e del Sai, hanno messo sotto i riflettori un sistema di gestione verticistico e blindato e un’operazione che si voleva concludere in fretta e in silenzio’, ha dichiarato il segretario generale della Cisal. ´Trovo altresì inaccettabile il ruolo di antidemocratico che il presidente della fondazione ritaglia a chi osa contestarne le decisioni, come pure suona stonato qualificare ”illazioni” le tesi avverse. Certo, di fronte alla diversità di posizioni esistono sensibilità diverse, ma mi sarei aspettato una diversa considerazione delle osservazioni e delle proposte delle organizzazioni aderenti alla Cisal’.

            Bene hanno operato, secondo Cavallaro, gli oltre 50 parlamentari di Ds, Forza Italia, Margherita, Rifondazione, Socialisti e Verdi che nell’ultimo mese hanno presentato quattro interrogazioni finalizzate a ridare voce alla categoria degli agenti e rappresentanti di commercio e maggiore chiarezza alla gestione, ´avvicinandosi molto alle nostre tesi. Né mi pare sia di buon gusto né corretto averli qualificati’, ha aggiunto, ´come si legge a pag. 4 del notiziario di marzo 2005 della fondazione Enasarco, come portatori di ”motivazioni che non hanno riscontro alcuno nella realtà”. È un’offesa gratuita, perché mossa a chi esercita un proprio diritto/dovere previsto dalla Costituzione e perché si vorrebbe accreditare il fatto che oltre 50 parlamentari non siano in grado di valutare lo statuto dell’Enasarco, gli atti del bando di gara o, addirittura, quello che hanno scritto e sottoscritto. Mi pare, invece, che questi parlamentari abbiano, come noi, esercitato una funzione propositiva, critica dell’attuale sistema, con l’intento di migliorarlo’.

              Sulle iniziative che si intendono assumere, ´le associazioni della Cisal, direttamente chiamate in causa, ovviamente’, ha detto Cavallaro, ´risponderanno nei modi appropriati e nelle sedi opportune, ma una cosa deve essere chiara, la Cisal non si fa intimidire e non intende tollerare discriminazioni o ritorsioni e, comunque, si attiverà presso gli organi vigilanti e di controllo perché pongano fine a un clima da caccia alle streghe che sembra alimentato ad arte da chi non vuole che si apra un confronto democratico che porrebbe in crisi equilibri pensati a tavolino che non trovano, questi sì, riscontro nella realtà e non fanno gli interessi dei lavoratori e degli inquilini. Mi sia concessa, infine, una battuta. Quelle delle associazioni Cisal potranno essere anche considerate, come si legge nel notiziario della fondazione Enasarco, delle ”voci stonate”, ma quelle del presidente Porreca sembrano vere e proprie ”stecche”’. (riproduzione riservata)