Bossi-Fini, no alle intese fai-da-te

01/04/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
077, pag. 33 del 1/4/2003
di Gaia Giorgio Fedi


Immigrazione.

Bossi-Fini, no alle intese fai-da-te

Sarà una circolare ministeriale a risolvere le lungaggini burocratiche della Bossi-Fini. La modifica delle procedure di regolarizzazione non può essere oggetto di intese locali, ma deve necessariamente avvenire in sede parlamentare. È quanto ha sostenuto il ministro del welfare Roberto Maroni nel corso del convegno che si è svolto ieri alla Cattolica di Milano per presentare il rapporto Inpdap 2002 sullo stato sociale. In questi termini il ministro ha spiegato ai giornalisti il perché della bocciatura all’accordo siglato a Milano la scorsa settimana da prefetto, sindacati e parti sociali. Tale accordo aveva tentato di rimediare ai problemi che incontrano gli extracomunitari quando, nelle more delle pratiche di regolarizzazione, vengono licenziati dal datore di lavoro che aveva presentato la documentazione e assunti da un altro. Maroni ha sottolineato che il ministero era già a conoscenza di questo problema, che deriva dal fatto che i tempi delle procedure per una serie di ritardi si stanno dilatando ben oltre i due mesi inizialmente previsti. Questi ritardi non si sarebbero verificati, ha aggiunto il ministro, se i tempi fossero stati rispettati e ci fossero state strutture idonee a verificare le 700 mila domande presentate. Il problema di fondo non riguarda la formulazione della legge, e non avrebbero dunque senso le risoluzioni ´fai da te’ adottate dalle province. Lasciando l’iniziativa agli enti locali la regolarizzazione si trasformerebbe, secondo il ministro, in una sanatoria indiscriminata. Il problema è ora sul tavolo del ministero del welfare, che di concerto con gli interni e con le parti sociali ha deciso di potenziare le strutture e di accelerare i tempi inviando alle prefetture una circolare con le indicazioni per trovare soluzioni in armonia con la legge.

Le affermazioni di Maroni hanno suscitato una dura reazione all’interno della Cgil: il responsabile per l’immigrazione Piero Soldini ha sottolineato che l’intesa locale si era resa necessaria proprio per l’inerzia del ministero del welfare, che a tutt’oggi non ha ancora diffuso una circolare valida su tutto il territorio nazionale. Inoltre, prosegue Soldini, alla Cgil non risulta che ci sia stato alcun confronto con le organizzazioni sindacali sulle soluzioni da adottare in merito al problema della regolarizzazione.