Borsa Milano: Scommesse in crisi, Snai va a picco

15/03/2001

Il Sole 24 ORE.com
Finanza & Mercati
    Continua il momento no della catena di agenzie che ieri ha perso oltre il 6%

    Scommesse in crisi, Snai va a picco
    Il volume di operazioni è aumentato anche in febbraio ma il settore è alle corde

    MILANO. Snai ha perso la madre di tutte le scommesse: quella con la Borsa di Milano. Anche ieri è stata una giornata di grande sofferenza per i valori della società guidata da Maurizio Ughi. In Piazza Affari si scommetteva, ieri, su quanto avrebbe perso Snai dopo che in mattinata erano state sospese per eccesso di ribasso.
    E alla fine il responso è stato molto duro: meno 6,27% a 6,6 euro con oltre 813mila azioni passate di mano. La giornata per i titoli della società guidata da Maurizio Ughi è cominciata nel peggiore dei modi, con una sospensione per eccesso di ribasso per via delle voci che danno il settore in cui opera Snai verso un crack senza precedenti.
    Eppure non sono lontani i tempi in cui le Snai se le strappavano letteralmente di mano i risparmiatori della Borsa di Milano e i valori volavano anche a 30 euro. Lo stesso amministratore delegato affermava tranquillamente che la società stava studiando un piano di buy bacck. Nel frattempo è successo che il mercato delle scommesse si è contratto mentre è aumentato a dismisura il numero di agenzie. In un solo anno sono passate da 330 a poco meno di mille. E purtroppo, il numero delle giocate non è aumentato in maniera proporzionale al numero delle nuove ricevitorie. Quindi scommessa persa.
    Adesso a rischio ci sono i bilanci di Coni e Unire, che vivono dei proventi delle concessionarie con i minimi garantiti. Che per il Coni nel 2000 assommano a 310 miliardi (realizzati solo 140) mentre per l’Unire sono 650 miliardi (380 quelli effettivi). Mancano quindi 410 miliardi di lire garantiti da fidejussioni bancarie: Ora una apposita commissione del ministero delle Finanze sta cercando la strada per avviare un ricorso nei confronti delle banche creditrici e cercare quindi di salvare il salvabile. Ma questo delle fidejussioni è un punto dolente che va avanti da diverso tempo, e non si capisce un fatto non secondario: chi le ha firmate, queste fidejussioni? Difficile che l’abbiano fatto tutti i 970 concessionari. Qualcuno aveva ipotizzato che il grosso del finanziamento era stato garantito dalla Snai, ma la notizia non ha mai trovato conferma. Anzi, Ughi non ha mai voluto rispondere alla domanda in questione.
    Ma non è tutto. Due giorni fa in maniera tempestiva il sito www.Snai.it aggiornava il trend di crescita dell’attivtà delle scommesse. «Il mese di febbraio 2001 – si legge nella prima pagina del sito – ha confermato il trend positivo nel volume di scommesse ippiche e sportive accettate dagli 850 Punti Snai attivi sul territorio nazionale. Nel mese scorso, infatti, i punti Snai hanno accettato 429,8 miliardi di scommesse con un incremento del 22,08% rispetto al mese di febbraio 2000. Il totale complessivo di scommesse accettate nei primi due mesi di quest’anno è pari a 845,1 miliardi, con un aumento del 25,25% rispetto al primo bimestre del 2000. Da sottolineare il forte incremento delle scommesse sportive, aumentate in questi due mesi del 44,87%, ma anche il gioco sull’ippica fa registrare segno positivo: +18,92%. Ma il tutto non risulta ancora sufficiente rispetto alle attese del mercato e alle stime operate dal Ministero delle Finanze».
    Questa volta Snai spa non dimentica di dire che non è concessionaria per l’accettazione di scommesse ma solo service provider per i concessionari q quindi ha diritto ad una percentuale sugli incassi pari all’1,2 per cento.

    V.D.G.

    Giovedì 15 Marzo 2001

 
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