“Borletti” si aggiudica Printemps battendo a sorpresa Le Galeries Lafayette

20/06/2006
    marted� 20 giugno 2006

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    ACQUISIZIONE - L’industriale italiano si aggiudica Printemps battendo a sorpresa Le Galeries Lafayette

      Borletti gran magazziniere a Parigi

        la storia
        DOMENICO QUIRICO

          corrispondente da PARIGI

            E’ un pezzo della storia di Francia, da quando nel 1865 Jules Jaluzot espose per la prima volta in boulevard Haussmann l’insegna �Au printemps�. Ora i grandi magazzini rimasti immortalati nei romanzi di Zola si apprestano a cambiare padrone e a diventare anche italiani; dopo settimane di mormorazioni il gruppo Ppr di Fran�ois Pinault che controlla anche Gucci ha ceduto il marchio che totalizza una cifra di affari di 752 milioni di euro con un utile di 26 milioni, a un consorzio bancario in cui come alleato c’� il presidente di Rinascente Maurizio Borletti. E’ l’erede della famiglia che nel 1917 ha legato i propri destini imprenditoriali a Rinascente. Come si vede una vicenda economica che incrocia singolarmente due grandi, storici marchi europei della grande distribuzione.

            Il costo dell’operazione a cui Borletti, che detiene con la famiglia un 4% del gruppo italiano, partecipa a livello personale, dovrebbe aggirarsi su 1,1 miliardi di euro. Printemps ha una rete commerciale di 17 magazzini in Francia con una superficie media di 6000 metri quadri, due marchi collegati uno in Giappone e l’altro in Arabia saudita e oltre 5000 dipendenti (ma i sindacati sono gi� sul piede di guerra per la cessione). Un nuovo magazzino era previsto a Tolosa per il 2009. Il prezzo assai elevato si spiega proprio con la diffusione ramificata in tutta la Francia e il valore del patrimonio immobiliare che da solo costituisce il 75% del montante totale.

            La decisioni de Pinault di abbandonare Printemps circolava ormai da tempo nonostante le smentite ufficiali. Si parlava di frenetiche trattative con la societ� immobiliare Unibail che gestisce molti centri commerciali. Il marchio che pareva il concorrente pi� accreditato per� era quello del grande concorrente di Printemps, le �Galeries Lafayette� che potevano gettare nella battaglia il soccorso finanziario di Bnp Paribas. Ma esistevano problemi sul piano gestionale per la conclusione della scalata: l’unione dei due gruppi infatti avrebbe creato una situazione di quasi monopolio mentre dei 17 grandi magazzini di Printemps molti sarebbero risultati doppioni di quelli delle Galeries.

              La vendita rientra nella strategia di Pinault che ha deciso di concentrarsi nel lusso soprattutto attraverso la filiale Gucci. Il settore grandi magazzini non pesa che per un 4,2% nel gruppo. E in compenso � quello che come risultati operativi ha le voci meno redditizie. �Le bon march� propriet� del gruppo Lvhm ad esempio, diretto concorrente, ha un reddito due volte superiore. Dopo l’arrivo al vertice di una nuova direttrice generale nel 2001, Laurence Danon, �les Printemps� avevano avviato una cura di ringiovanimento con un costo di 30 milioni di euro l’anno per puntare su moda lusso e bellezza.