“Borghesia” Tre mogli di Cesare parlano (meglio se stavano zitte)

27/05/2005
    venerdì 27 maggio 2005

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    CONFESSIONI DI LAVINIA BORROMEO, DANIELA DI SOTTO E LA NOSTRA AMATA ANNA FALCHI
    Tre mogli di Cesare parlano
    (meglio se stavano zitte)

      Ah, le mogli di Cesare. Quante ne fanno, e ahimè quante ne dicono. Come Lavinia Borromeo, giovane sposa del vicepresidente della Fiat. Che alla domanda perché non abbia amici poveri, rivoltale da Sabelli Fioretti sul Magazine del Corriere della sera, risponde: «Dipende da che cosa si intende per povertà. Parliamo di persone che debbono lavorare per mantenersi?» Noblesse oblige. E’ tutta qui la differenza tra il capitalista del resto del mondo e quello italiano (di seconda generazione). Il primo, che manda avanti il mondo, si rimbocca le maniche dicendo: «Più lavoro, più guadagno». Per il secondo invece il mondo ideale è quello in cui non si lavora e si vive di rendita. E che nessuno ci venga a dire che quella della Lavinia è una banalità dettata dagli anni verdi. Eh, no, signori miei. La signora Elkann, moglie del futuro leader dell’industria italiana, e scusate se è poco, ha ormai 28 anni, e certe cose, anche se le pensa, non le può più dire. Ma dal fatto che le pensa si capisce bene perché l’Italia è in recessione. Perché tranne quelli che le fondano le aziende, tutti gli altri, figli & C., ragionano così.

      Dovrebbe stare attenta a dire certe cose anche Daniela Di Sotto, Lady Fini. Che vestita in tenuta da Far West confessa a Vanity Fair che «adoro sparare», che da sette anni ha «il porto d’armi per legittima difesa» e che possiede tre pistole. Ecco, se davvero la signora è minacciata, ce ne dispiace, e vorremmo sapere anche da chi. Ma proprio lei, moglie di An e soprattutto del suo leader, sulle pistole dovrebbe andarci piano. Perché va bene la scelta cofferatiana, ma le armi da fuoco, per il partito della legalità, sono un argomento quantomeno delicato, e una donna di destra che si picchi di andare in giro armata fa fare alle sue simili un passo indietro non da poco. E poi una curiosità. Tra le pistole che possiede, la signora cita anche una calibro 38. Che non è proprio un’arma da poligono di tiro, come è invece la sua 9 corto, né «sta nella tasca dei jeans», come la sua 6 e 35. Che, come a certe persone del Msi, alla signora Fini piacciano le armi belle grosse?

        E dovrebbe stare attenta a dire certe cose (ma di lei ci meravigliamo meno) anche Anna Falchi, futura sposa del nuovo padrone di via Solferino e via Rizzoli, Stefano Ricucci. Che interpellata dal settimanale Oggi sulla dimora che il fidanzato le ha portato in dote dichiara: «Per ora andremo a vivere in 180 metri quadri (con il terrazzo però si arriva a oltre trecento), ma entro tre anni avremo una casa vera». Ora, niente di male che i ricchi abbiano le case belle grosse. Però, detto da una lady mattonara…