Bopa «perde» Gran Tour

07/06/2002




          L’agenzia di business travel ha vinto la gara ma l’Eni ci ripensa
          Bopa «perde» Gran Tour

          M.Cav.

          MILANO – Avrebbe dovuto essere la seconda importante acquisizione nell’arco di pochi mesi, dopo quella di Ferti Viaggi, ma – sebbene abbia vinto la gara indetta dall’Eni – Bopa non avrà il controllo di Gran Tour. Il gruppo energetico infatti «non ha ritenuto soddisfacenti le condizioni offerte» ed esercita quindi il diritto di non assegnazione. «Cerchiamo modalità più evolute di affidamento a terzi», è la posizione ufficiale. Per l’agenzia milanese di business travel sfuma così un "colpo" da 70 milioni di euro di fatturato, che avrebbe portato il giro d’affari consolidato a 230 milioni di euro. Il primo passo della crescita esterna, definito ancora nel 2001, era stato l’acquisizione della Ferti Viaggi, con la quale è stata effettuata una fusione operativa dal 1° gennaio di quest’anno. In questo modo Bopa (118,5 milioni di euro di fatturato l’anno scorso) ha potuto cumulare vendite per 43,8 milioni. La nuova aggregazione quest’anno punta a realizzare un fatturato sostanzialmente stabile, con 130 milioni nel business travel, 11 milioni nel turismo vero e proprio, 20 milioni nelle 11 grandi biglietterie che per l’appunto sono collocate (in esclusiva) nelle 11 Grandi stazioni delle Ferrovie. Il gruppo guidato da Franco D’Alfonso, amministratore delegato, aveva deciso di andare avanti sulla strada della crescita esterna («Non ci sono grandi economie di scala – spiega – ma poiché i margini sono bassi, è indispensabile puntare almeno su grandi volumi») puntando su Gran Tour, il tour operator interno all’Eni che la multinazionale petrolifera ha deciso di dismettere. Un altro boccone di tutto rispetto, visto che il fatturato è pari a 70 milioni di euro, 60 dei quali fanno capo al gruppo Eni. L’operazione ha visto Bopa vincere la gara, ma ora arriva lo stop a sorpresa di cui si è detto. Per far fronte a questa politica di acquisizioni, intanto, ci sono state importanti novità nel capitale sociale che, a fianco delle due famiglie milanesi azioniste storiche, ha visto l’ingresso del fondo Quadrivio (Gabrielli, Mittel, Vitale, Novello) e di Giorgio Seragnoli (con una sua finanziaria) con il 40% per 8,5 milioni di euro. Una mossa che prelude alla quotazione? «In futuro non posso escludere la Borsa, ma certo non potremmo andarci con questo assetto, fatto solo di intermediazione – spiega D’Alfonso -. A quel punto dovremmo decidere di entrare anche sul prodotto, con la programmazione e la gestione; comunque è un discorso ancora lontano». Quale che sia il futuro, oggi Bopa è tra i principali operatori di business travel a capitale italiano, preceduto da Carlsson Wagon Lits e Amex-Uvet. I dipendenti sono 260, con forti prospettive di crescita. Il nuovo call center di Bari, ad esempio, parte con 25 persone ma prevede fino a 100 postazioni. La sua operatività all’estero è assicurata da un accordo commerciale con Rosenbluth International, l’operatore americano che occupa il terzo posto al mondo nel business travel. «In Europa i mercati sono rimasti molto segmentati, anche per usi e costumi diversi tra un posto e l’altro – spiega D’Alfonso – ma adesso l’arrivo dell’euro darà sicuramente un’accelerata ai processi di omogeneizzazione e quindi gli operatori del vecchio continente dovranno porsi il problema delle aggregazioni, anche perché le società che sono nostre clienti hanno sempre più ramificazioni nei vari Paesi europei».

          Venerdí 07 Giugno 2002